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Omicidio Pordenone: ancora sotto torchio Ruotolo

di / 0 Commenti / 240 Visite / 12 dicembre, 2015

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Emergono indiscrezioni a dir poco clamorose sul caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati di Pordenone uccisi lo scorso 17 marzo nei pressi del Palazzetto dello Sport “Crisafulli“.

Ricordiamo che ancora, nonostante mesi di indagini, non è ancora venuta a galla la verità su questa vicenda complessa. La Procura ha confermato che per ora l’unico indagato per il duplice omicidio del palazzetto è Giosuè Ruotolo. Il giovane militare che per qualche tempo ha abitato, assieme ad altri due commilitoni, con Trifone Ragone. Nelle ultime ore sono però giunte delle notizie shock su Giosuè Ruotolo, per cui la sua posizione si fa sempre più compromessa.

A riportare le news è il settimanale “Giallo“. “Lo sa che in caserma girano strane voci su di lei?”, questa, stando a quanto riportato dal settimanale, sarebbe una delle domande rivolte a Giosuè Ruotolo durante l’unico lunghissimo interrogatorio cui è stato sottoposto dagli inquirenti da quando è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati.

Come mai gli investigatori avrebbero fatto all’indagato molte domande inerenti le sue abitudini sessuali? Stando all’indiscrezione, si delineerebbe una nuova pista, legata alla presunta omosessualità (nascosta) del militare campano, dalla quale per la Procura di Pordenone sarebbe scaturito il movente passionaleun amore segreto (e non corrisposto) per Trifone – del duplice delitto.

Ruotolo, stando sempre alle pubblicazioni di ‘Giallo’, durante l’interrogatorio avrebbe negato con forza di essere omosessuale, ribadendo di avere una fidanzata, Rosaria, chiamata più volte in causa, per la sua presunta morbosa gelosia nei confronti di Giosuè, e per il fatto che sia stata interrogata già tre volte come persona informata sui fatti.

Al momento, non si è arrivati alla certezza del movente passionale, legato all’eventuale omosessualità di Ruotolo, ma sicuramente le parole dell’unico indagato sono risultate discutibili dal primo momento: infatti, dopo aver detto agli inquirenti di essere rimasto a casa la sera del duplice omicidio, è stato costretto a cambiare versione. Le telecamere comunali lo hanno ripreso, proprio quel 17 marzo, nella zona del palazzetto: così ha ammesso poi di essere stato nel parcheggio del Crisafulli e anche in quello adiacente al parco. Ma continua a proclamarsi innocente.

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