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Raffaele Sollecito chiede risarcimento per ‘ingiusta detenzione’

di / 0 Commenti / 91 Visite / 26 gennaio, 2016

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Omicidio Meredith: Condannato, assolto e di nuovo condannato prima di essere dichiarato definitivamente innocente per l’omicidio di Meredith Kercher. Gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, legali di Raffaele Sollecito, hanno depositato oggi la richiesta di risarcimento “per l’ingiusta detenzione” del proprio assistito, assolto dalla Cassazione nei mesi scorsi per il delitto di Perugia.

Nello specifico, il giovane chiede allo Stato italiano oltre mezzo milione di euro per avere scontato in carcere parte della pena inizialmente inflitta nell’ambito delle indagini sull’omicidio Kercher; una richiesta altissima che sta facendo inevitabilmente discutere, tenendo conto che l’assoluzione di Raffaele Sollecito e di Amanda Knox, in un primo tempo condannati insieme all’ivoriano Rudy Guede, ha destato parecchio scalpore e continua a non convincere tutti.

I legali dell’ingegnere pugliese hanno chiesto il massimo possibile del risarcimento in base ai parametri che regolano la materia. Complessivamente 516 mila euro per tre anni e 11 mesi passati in cella. Spetterà ora ai giudici toscani decidere.

A rafforzare ancora una volta i dubbi sull’estraneità ai fatti di Sollecito e la Knox, sono arrivate nei giorni scorsi proprio le parole dell’unico ad aver pagato finora per questo omicidio: Guede, intervistato in carcere dalla giornalista Franca Leosini. “Non posso passare la mia vita a difendermi da una cosa che non ho fatto…”: Queste le parole di Raffaele Sollecito, che ha commentato l’intervista di Rudy Guede a Storie maledette.

Ricordiamo che Sollecito e la Knox, che si sono da subito proclamati innocenti, vennero condannati in primo grado a 25 e 26 anni di reclusione, e da detenuti affrontarono il processo d’appello che si concluse nel 2011 con l’assoluzione dei due giovani “per non avere commesso il fatto”. La Corte d’assise d’appello dispose quindi l’immediata scarcerazione di Raffaele, che vive con la famiglia in Puglia, e Amanda, subito tornata negli Usa nella sua Seattle. Il 26 marzo del 2013 poi, la Cassazione annullò l’assoluzione a loro carico, disponendo per entrambi un nuovo processo d’appello, a Firenze per questioni tecniche, al termine del quale la Corte toscana condannò a 28 anni e sei mesi la Knox e a 25 Sollecito. Tutto questo prima che il 27 marzo dell’anno non ne ha decretato in maniera definitiva l’assoluzione dei due giovani e quindi la loro estraneità all’omicidio Kercher.

Ad oggi, a quasi un anno da quella sentenza, è proprio Sollecito a rivolgersi ai giudici, per chiedere allo Stato un risarcimento che ammonterebbe a  516 mila euro.

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