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Carla e Maria Pia: vittime della follia di un compagno-papà orco

di / 0 Commenti / 190 Visite / 3 febbraio, 2016

imageCarla Caiazzo è una 38enne qualunque, una delle tante tristemente balzata agli onori della cronaca per merito della brutale follia omicida di cui il suo fidanzato/carnefice si è reso protagonista.

Aggredita due giorni fa a Pozzuoli dal suo compagno che le ha fuoco cospargendola di alcool per poi di darsi alla fuga. La donna ha trascorso la seconda notte nel Centro grandi ustionati dell’ospedale «Cardarelli» di Napoli.

È poi c’è, Giulia Pia, la figlia della coppia, costretta a vedere la luce proprio in virtù del folle evento che tiene in ostaggio la vita di sua madre: Carla era all’ottavo mese di gravidanza, ma nonostante il parto prematuro, la piccola è in buone condizioni.

Ieri sera a Pozzuoli centinaia di persone hanno partecipato alla fiaccolata di solidarietà nata spontaneamente sul web, sfilando silenziosamente da piazza a Mare fino a piazza della Repubblica. Indignazione, sgomento, dolore troneggiano tra terra e mare nel comune puteolano.

Il movente alla base di un gesto tanto inqualificabile? Lei era incinta eppure frequentava un altro uomo. Lui era inaffidabile, un bambino mai cresciuto, quella nascita ormai vicina era un peso insopportabile. Questo è quanto raccontano “le chiacchiere di quartiere” all’indomani di una delle vicende di cronaca più efferate della storia contemporanea.

Ci sono alcuni punti fermi e alcune voci tra “le voci di popolo”, come quella che racconta di un video che ritraeva Carla insieme al suo presunto nuovo fidanzato e del quale Paolo sarebbe entrato in possesso proprio lunedì mattina. La prova del tradimento, la scintilla che aveva alimentato quel pericoloso impeto di rabbia e follia e lo aveva portato, di mattina presto, a vagare con aria sconvolta tra i palazzi e i baretti di piazza del Ricordo, prima di decidersi a suonare al citofono della casa della suocera, a due passi da lì, per convincere Carla a scendere: “Dobbiamo parlare”. Che il video esista oppure no, è questa la scena che descrivono i frequentatori di piazza del Ricordo e i testimoni raccontano di un dialogo piuttosto animato tra i due. Prima hanno fatto tranquillamente colazione, poi all’improvviso si sono alzati e sono andati via di corsa, in modo frettoloso.

Luisa, amica di lunga data della coppia, conferma a “Il Mattino” la nuova love story della ragazza: «Sì, lei aveva cominciato a frequentare un altro uomo. Una svolta che francamente mi ha stupito, per me da quando avevamo vent’anni c’erano solo Carla e Paolo, Paolo e Carla. Ma insomma è per questo che hanno litigato quella mattina. Di sicuro non era la prima volta. Troppi tiramolla, non facevano che separarsi e rimettersi insieme. Lui è un bambinone, lo è sempre stato. Un bravissimo ragazzo ma un po’ viziato, io mi sono fatta l’idea che questa gravidanza lo avesse spaventato. Però nessuno poteva immaginare che facesse quello che ha fatto, povera Carla». E insomma Carla, da vent’anni compagna, complice ma anche maestra del suo uomo-eterno bambino, voleva sottrarsi a quel destino che, inaspettatamente, l’ha sopraffatta.

Oggi intanto si terrà l’udienza davanti al gip per la convalida del fermo per Paolo Pietropaolo, il 40enne nei confronti del quale la Procura di Cassino ipotizza il reato di tentato omicidio premeditato.

E Carla resta lì, combatte per rimanere afferrata alla vita, quella vita irrimediabilmente compromessa da quell’amore divampato in un raptus di follia, mentre “la macchina del fango” quella che in circostanze come questa, si aziona prontamente “portando in piazza” pettegolezzi, chiacchiere ed illazioni, volti ad appagare la curiosa ed insaziabile fame di gossip che infervora gli animi della gente comune.

 

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