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Serata cover a Sanremo 2016: i Pooh coinvolgono il tubo catodico

di / 0 Commenti / 105 Visite / 12 febbraio, 2016

large_160211-225635_to110216spe_0669Terza serata sanremese piacevole e seguita grazie alla formula cover, reinterpretate dai 20 Big in gara, con tanto di votazione e premiazione finale.

Il revival musicale ha sempre il suo effetto sugli italiani. I brani cult del passato accontentano tutti i gusti, ma cosa lampante, a trionfare sul palco dell’Ariston è la musica partenopea. Molti degli artisti in gara, hanno scelto di cantare sul palco dell’Ariston, testi partenopei, riuscendo come Rocco Hunt, a far ballare tutta la sontuosa platea di Sanremo. Come lui anche Clementino, Neffa ed Enrico Ruggeri, scelgono la canzone napoletana quale cavallo di battaglia.

Ottima la scelta di Patty Pravo che ripropone in chiave più attuale, la sua ‘Tutto al più’, successo degli anni ’70, ricantato per festeggiare i 50 anni di carriera. Geniale invece la presentazione di Mozart, correlata di parole, presentata da Elio e le Storie tese. A vincere la gara delle cover sono però gli Stadio, che intonano un celebre brano di Lucio Dalla, ‘La sera dei miracoli’, sbaragliando l’antagonista Valerio Scanu.

Carlo Conti, conferma di essere il presentatore ad hoc per il Festival. La sua scioltezza è disarmante. Abbraccia la gara e tiene a freno a colpi di battute e sorrisi, la versatile e imprevedibile Virginia Raffaele, mina vagante, che nelle vesti di Donatella Versace, ironizza sull’uso eccessivo del bisturi da parte della stilista, che “perde pezzi da ogni parte”.

La platea si infiamma, cosa che accade anche nelle case degli italiani, quando in scena entrano i 5 Pooh, in completa reunion, intonando i successi ottenuti in tanti anni di carriera. Riccardo Fogli compreso, i Pooh lanciano il loro tour che si scioglierà il 31 dicembre 2016, dopo molte esibizioni negli stadio, che hanno già registrato il sold out. La carica transgenerazionale del gruppo che ha segnato la storia della musica italiana, arriva anche negli ospedali, tanto che un Tweet ringrazia la band musicale, per il momento di diversione regalato agli ammalati e degenti di una struttura medica.

Gabriel Garko appare meno ingessato nella gestione della Kermesse e ad un certo punto della serata, autoironizza sul fatto che legga di continuo il gobbo come co-condurre. La Ghenea, dal canto suo, appare sempre più in stile lampadario, ma mostra maggiore disinvoltura nel lancio dei brani musicali, per quanto resti relegata nel suo ruolo di annunciatrice della gara.

Ottima trovata invece, l’intervento della campionessa Nicole Orlando, vincitrice di ben 5 medaglie ai Mondiali di atletica destinata a partecipanti affetti da sindrome di Down, citata anche dal Presidente Mattarella nel discorso di fine anno. Dolce, spigliata e fiera di se, Nicole rappresenta il dopo Bosso, ovvero l’esempio che la forza di volontà non conosce limiti, quando dichiara: “Sono diversa perchè faccio atletica e ho un cromosoma in più”, annunciando poi la sua partecipazione al programma ‘Ballando con le stelle’.

Unico neo della serata, la votazione con intoppo per i Giovani in gara. La competizione a 4 delle Nuove Proposte, vede un problema sorto per la registrazione dei dati, nella sfida tra Miele e Francesco Gabbiani. Conti proclama la vittoria di Miele, ma dopo un’ora la votazione viene invalidata a causa di un problema tecnico e Gabbiani accede alla finale. Atteso oggi lo sbrogliamento della situazione.

La terza serata conferma il successo delle cover a Sanremo e guadagna gradimento di pubblico e consenso generale, unendo tutta l’Italia del tubo catodico.

 

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