Il nuovo modo di leggere Napoli

Unioni civili: il ddl Cirinnà slitta di una settimana

di / 0 Commenti / 85 Visite / 18 febbraio, 2016

download

L’esame del disegno di legge sulle unioni civili è stato rinviato al 24 Febbraio. La richiesta di rinvio è stata presentata dal presidente dei senatori dem, Luigi Zanda: “Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo – ha detto – un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici” e, ha insistito, per “fare una buona legge”.

Ricordiamo che martedì pomeriggio Alberto Airola del Movimento 5 stelle ha annunciato l’intenzione del suo gruppo di non votare il «super canguro». Così, all’improvviso è venuta a mancare la maggioranza certa per l’approvazione di questo emendamento che permetterebbe alla legge di avere un iter snello. Ma in seguito alla richiesta di rinvio della discussione della legge, il Pd ha deciso di tornare in aula con il canguro, e di farlo votare ugualmente. Questo dovrebbe succedere mercoledì 24 febbraio o anche giovedì 25, ovvero dopo l’approvazione del decreto mille proroghe (che scade a fine mese). E con molta probabilità prima di votare questo emendamento si pensa di separare quella parte di canguro che taglierebbe via gli emendamenti sulla tanto discussa stepchild adoption, il punto più divisivo della legge che il Pd non sembra avere più nessuna intenzione di stralciare.

Delusa la senatrice Monica Cirinnà, che mediante due interviste al Corriere della Sera e a Repubblica torna ad attaccare l’M5S.”Sto pagando le porcate fatte da certi renziani in guerra che volevano un premietto. Pago le delusioni di chi, e sono tanti, nutriva forti aspettative nell’ultimo rimpasto di governo. Stavano tutti lì ad aspettare una promozione. Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario… E allora sono scattate volgari ripicche, atteggiamenti disgustosi in Aula e fuori”.

Si sono rimangiati tutto: non hanno avuto un filo di vergogna, di imbarazzo. Ma che modo di fare politica è? Pure Airola mi aveva spedito un sms, assicurandomi il suo sostegno. Comunque, sia chiaro: io mi prendo tutta la responsabilità di essermi fidata dell’M5S”. Sostiene Cirinnà.

Giuro sui miei cani che Renzi non mi ha mai detto: ‘Monica fermati’, anzi mi ha incitato ad andare avanti. Lui, la Boschi, Campana, Scalfarotto. Purtroppo c’è stato il tradimento di colleghi con cui abbiamo lavorato per due anni”, prosegue Cirinnà. “Credo che Airola e Buccarella siano stati leali finché hanno potuto, finché non è arrivato il diktat notturno di Di Maio. Non c’è nulla di più stalinista di aver costretto Airola a smentire due anni di percorso condiviso. Pur di nuocere al Pd hanno perso l’opportunità di scrivere un pezzo di storia dei diritti umani e civili di questo Paese. Quando ci sono di mezzo i diritti delle persone, il riconoscimento del tuo bambino – sottolinea – il canguro si può anche ingoiare“.

Riguardo una possibile modifica della legge, “Il testo è quello pubblicato sul sito del Senato. Per il Pd, questa è la partita della vita“, Spero che si arrivi fino in fondo ma una cosa è certa: non lascerò che il mio nome sia associato ad una legge porcata“. Conclude Cirinnà.

Mentre per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la sospensione sarebbe una scelta (o meglio, una non scelta)di buon senso: “Time out sulle unioni civili. Molto bene. Il rinvio lungo è la vittoria del buon senso, il nostro buon senso. Ed è anche la prova che tra ‘vaffaday’, ruspe e rottamazioni, per il buon senso c’è ancora spazio. È Il buon senso che vince sulla tentazione del Pd di strafare e su chi mi diceva che l’unica strada per fermare le adozioni gay era minacciare la crisi di governo“. E aggiunge: “Se avessimo ricattato e minacciato, il Pd non sarebbe mai arrivato a questa decisione perché, di fronte alla crisi, i cattodem avrebbero fatto prevalere la ragion di Stato. Forse neanche il M5s avrebbe compiuto la scelta di ieri, proprio per il motivo opposto: per tentare di fare cadere l’esecutivo. Noi abbiamo tenuto la linea giusta. Speriamo adesso che il Pd comprenda che occorre ripartire dalla maggioranza di governo”.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)