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Berlino: “Fuocoammare”, il docufilm di Rosi vince l’Orso d’oro

di / 0 Commenti / 37 Visite / 21 febbraio, 2016

fuocoammareFuocoammare, il docufilm di Gianfranco Rosi dopo Il sacro GRA – già premiato a Venezia – si aggiudica l’Orso d’oro al Festvial di Berlino. Si commuove Rosi e chiama sul palco della Berlinale il dottore Pietro Bartolo e l’aiuto regista del film premiato alla 66esima edizione, quest’anno dominata dal tema dell’immigrazione, dell’integrazione e con uno sguardo forte al Medio Oriente, all’Africa.

La presidente della giuria Meryl Streep, al fianco del direttore Dieter Kosslick, legge il verdetto: “Film eccitante e originale, la giuria è stata travolta dalla compassione. Un film che mette insieme arte e politica e tante sfumature. È esattamente quel che significa arte nel modo in cui lo intende la Berlinale. Un libero racconto e immagini di verità che ci racconta quello che succede oggi. Un film urgente, visionario, necessario”. Sul palco, Rosi comincia il suo discorso: “Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti. Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare”. E ha continuato: “Per la prima volta l’Europa sta discutendo seriamente alcune regole da fissare, io non sono contento di ciò che stanno decidendo. Le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbattere queste barriere”.

Ha trascorso un anno Rosi, lungo quelle coste, per carpire lo strazio e il dramma che spira su quelle vite, frammisto alla brezza marina, per poterne raccontare l’autenticità. Un impegno e un intento ampiamente apprezzati dalla critica e dai cultori delle pellicole pregiate.

Rosi ha impiegato un intero anno quindi per riprendere i flussi migratori verso le coste italiane: a Lampedusa, si è fermato un anno intero raccontando la disperazione di famiglie in cerca di un futuro e la difficoltà degli isolani. L’invito a partecipare al festival è arrivato dalla Berlinale mentre Rosi stava terminando il montaggio del film sull’isola. “È stato importante montare lì”. “Quando chiesi al medico che si occupava dei migranti, Pietro Bartolo, perché Lampedusa fosse così generosa, lui mi rispose: ‘Noi siamo un popolo di pescatori e i pescatori accettano tutto quello che viene dal mare. Quindi dobbiamo imparare a essere più pescatori anche noi“, aveva detto poco prima di essere premiato, intervistato sul red carpet di Berlino, Gianfranco Rosi.

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