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Rifiuti tossici nella Pianura padana. Più rischi della terra dei fuochi, ma l’informazione nazionale lo nasconde.

di / 8 Commenti / 16817 Visite / 25 febbraio, 2016

La cosiddetta “terra dei fuochi” è diventata una psicosi collettivo-televisiva, sfruttata dall’imprenditoria tosco-emiliano-padana per strappare alla Campania una consistente fetta di mercato agro-alimentare e turistico. In realtà è tutta l’Italia ad essere inquinata: la pianura padana soprattutto, e la provincia di Brescia in particolare, sono fra le aree più inquinate d’Europa. Lo dicono i dati e i grafici del Rapporto sulla Qualità dell’aria dell’Agenzia Europea sull’Ambiente. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2368_allegato.pdf

La pianura padana è uno dei territori più compromessi e saturi di sostanze altamente cancerogene, tutte quelle sostanze che la IARC (International Agency for Research on Cancer, l’agenzia che per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità studia e classifica agenti e sostanze cancerogene), ha inserito fra i fattori altamente nocivi. I dati gravissimi sulla mortalità in questa zona del Rapporto sulla Qualità dell’aria dell’Agenzia Europea sull’Ambiente non lasciano dubbi.2016-02-24 20_17_01-C_17_pubblicazioni_2368_allegato.pdf

Eppure (ma con una logica commerciale ben precisa) sia da parte della Rai, tv (che dovrebbe essere) pubblica, sia dalle emittenti private nazionali,  l’unica inchiesta sulla terra dei fuochi padana fu quella di Presa Diretta del 10 febbraio 2014. Il tutto, però, è stato fatto cadere il più rapidamente possibile nel più assoluto silenzio.

Nella trasmissione di Riccardo Iacona, infatti, l’inchiesta svelava che «sono state trovate altre 6 discariche abusive lungo binari Alta Velocità Milano Torino. Per i trafficanti di rifiuti il mercato del nord è molto più importante di quello del sud. Per rendersi conto quanto importante sia mercato nord rifiuti basta guardare dall’alto Lombardia. Da Milano a Brescia decine di discariche solo nel comune di Montichiari in provincia di Brescia ci sono discariche per 15 milioni di metri cubi per rifiuti speciali. A Montichiari (Brescia) in un km² ci sono circa 8 milioni di metri cubi di rifiuti. Non esiste un caso simile nel mondo» e ancora «In Liguria, a La Spezia per raccontare “il golfo dei veleni”, crocevia del traffico dei rifiuti fra nord e sud del paese. In Lombardia, fra cave, discariche autorizzate e abusive, tra amianto e rifiuti industriali pericolosi, per filmare le nuove frontiere dei traffici illeciti di rifiuti. Le storie di chi deve convivere con un territorio dove l’acqua, il suolo e persino l’aria sono inquinati e la salute è compromessa» (citazione dalla pagina ufficiale della trasmissione).

Recentemente Rai e Mediaset stanno ripropinando la questione terra dei fuochi casertana, e soprattutto, a senso unico.

Prova estremamente significativa del fatto che si cerchi di dare una “spintarella” all’acquisto verso l’agro alimentare e il turismo tosco-emiliano-padano è un servizio andato in onda addirittura sul TG1: fu trasmesso sul principale TG nazionale un servizio già andato sul TG2 sulle terre inquinate d’Italia, da nord a sud, ebbene il TG1 mandò quello stesso servizio, ma tagliò subdolamente proprio la parte che citava le terre inquinate dell’area toscana-emiliano-padana.

Il tutto sulla pelle e sulla salute di tutti i cittadini italiani del sud e del nord, trattati al pari di cavie e di carne da macello, che non devono far altro che CREDERE, UBBIDIRE, CONSUMARE.

E crepare, in silenzio.

Come volevasi dimostrare

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8 Commenti

  1. Premetto che sono di Napoli e ho vissuto alcuni anni nell’alta Toscana. Da quelle parti i sequestri, i ricoveri, le “cose strane” sono frequentissime… ma le notizie rimangono al passaparola, o al massimo sui quotidiani locali. Ho letto di paesi in provincia di Massa e Carrara avvelenati per sessant’anni dall’acqua “potabile” piena zeppa di tallio, pompata da riserve ricavate in cave di zolfo abbandonate. Cumuli di spazzatura abbandonati nelle strade secondarie, talmente grandi da poterli vedere su Google Earth, ma nemmeno i giornali locali ne parlano (io ho avuto modo di vedere di persona grazie a un conoscente, consigliere comunale di opposizione in uno dei paesi maggiori), aziende vinicole chiuse per il metanolo, ristoranti con i sigilli dei NAS perchè mettevano le scatolette dei gatti nel ragù, paesi interi in cui non c’e’ un solo nucleo familiare che non abbia avuto almeno un malato o un morto per tumore, officine meccaniche che rovesciano regolarmente l’olio esausto nel rio dietro il capannone… l’elenco non ha fine. Il malcostume e il malaffare in Toscana è forse anche più diffuso che nei punti critici della Campania, ma c’e’ una sorta di “congiura del silenzio” per cui non se ne deve parlare… e come ciliegina sulla torta, i quotidiani locali sono ben felici di mantenere il silenzio… ho avuto modo di conoscere “giornalisti” che ripubblicavano pari pari le veline di questo o quel politico, sindaco, senatore o assessore spacciandole per propri articoli.

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  2. Tutta colpa, anche, di Roberto Saviano. Intanto lui diventa uno scrittore famoso e ricco

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    • Hai ragione. Non sai quanti copertoni e quanto amianto ha sversato Saviano in Campagna!!!
      Mi hanno detto che non fa mai la differenziata e butta la plastica nel cassonetto del vetro.

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  3. Le mafie si sono ormai estese più o meno in ogni angolo (non solo d’Italia) ed ogni buco va bene per riempirlo di rifiuti.
    Della Toscana meglio non parlare, tutti i vecchi poderi sono stati venduti a tutti, spesso la proprietà è di cinesi che assumono altri cinesi od altri extracomunitari o ad italici. Per i cinesi regole non esistono, né in merito all’utilizzo di pesticidi, inquinamento, discariche, culture OGM illegali.
    Però l’idea che la “terra dei fuochi è diventata una psicosi collettivo-televisiva, sfruttata dall’imprenditoria tosco-emiliano-padana per strappare alla Campania una consistente fetta di mercato agro-alimentare e turistico” è una baggianata che fa ridere i polli.

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  4. ……..purtroppo la questione è stata ignorata per troppi decenni da quando l’Italia è diventata un paese industriale, non abbiamo fatto gli impianti per lo smaltimento a cui si sono opposti fortemente i movimenti pseudo ambientalisti supportati largamente dalla stampa coinvolgendo la popolazione che veniva portata a manifestare e a occupare i siti ove sarebbero sorti gli impianti………..chi doveva stroncare il traffico per anni ha chiuso gli occhi oppure si è concentrato a svolgere delle micro indagini o su un ipotetico traffico con la Somalia inserendoci l’omicidio di Ilaria Alpi per avvalorare il “teorema” concentrando l’opinione pubblica in tutt’altra direzione……. nel frattempo il traffico continuava e arricchiva sempre più imprenditori senza scrupoli che nei migliori dei casi cambiando i documenti di origine li smaltivano nelle discariche altrimenti venivano occultati nel riempimento delle cave di inerti utilizzate durante la costruzione delle autostrade o dell’alta velocità oppure venivano mischiati con lo scarto della lavorazione dello zucchero e cosparsi nei campi come fertilizzanti………………………Per decenni non abbiamo avuto una legge adeguata a colpire questo tipo di reato che anche la magistratura e la politica consideravano secondario……………chi più o chi meno ma tutte le regioni sono state coinvolte in questo traffico…………………………………………..

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  5. Dovremmo tutti preoccuparci !! Posta così però, rischia di sminuire il grave problema della “Terra dei Fuochi” in qualche modo sfuggito al controllo della “disinformazione”. Il traffico infame di veleni è un problema mondiale, è una guerra difficile da condurre. Tuttavia è necessario combatterla e l’arma più efficace credo sia la consapevolezza della gravità del problema. Per questo è giusto denunciare ogni porcheria ma senza mettere in secondo piano fatti accertati di cui sono tanti quelli che ne hanno conoscenza.
    Possibile che si sia speculato…ma non credo che abbiano volutamente fatto emergere il disastro della Terra dei Fuochi. Quello è una orrenda realtà contro la quale tutti abbiamo il dovere di provare a fare qualcosa.

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