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In Francia la “sfida delle mamme” su facebook diventa reato

di / 0 Commenti / 117 Visite / 5 marzo, 2016

images-4Il compulsivo ed ossessivo desiderio di apparire che offusca il raziocinio: questo è il leitmotiv che anima la “selfie-mania”.

Di recente, le “grandi madri”, attraverso facebook, il più gettonato dei social network, hanno dato luogo all’ennesima catena virtuale animata proprio dal compulsivo e più o meno consapevole desiderio di mettersi in mostra: condividere tre foto dei propri figli ed invitare altrettante madri a far proseguire il trend.

Un’idea che ha trovato facili e prevedibili adesioni, generando un’autentica cascata di foto di minorenni esibiti in bella mostra. A quanto pare non è stata la sola polizia postale italiana a mettere in guardia contro l’ingenua volontà di condividere le foto dei propri figli: anche in Francia qualcosa si è mosso e, d’ora innanzi, i figli potranno anche far causa ai propri genitori in caso di pubblicazioni non autorizzate.

Seppure la “moda” lanciata sul web puntasse sull’orgoglio delle mamme e le invitava a pubblicare alcuni momenti condivisi con i loro figli, la polizia postale italiana, sul suo profilo social ufficiale “Vita da social”, ha messo in guardia contro tale condotta: magari non vi sarà nulla di male dietro, ma gran parte delle foto in possesso dei pedofili vengono spesso condivise con estrema leggerezza dalle mamme su internet.

In Francia le cose sembrano evolvere in maniera non troppo diversa. Le autorità locali, infatti, hanno invitato le mamme sia ad essere accorte che a tutelare la privacy dei propri figli ed una recente modifica della legge sulla privacy sembra proprio andare in tal senso, guardando maggiormente all’interesse di chi, per un certo lasso di tempo, non è stato “responsabile” del proprio destino. Nello specifico si è previsto che, in caso di pubblicazioni non autorizzate, un domani, il figlio possa citare in tribunale il genitore onde ottenerne o un risarcimento (sino a 45 mila euro), o una condanna penale (sino a 1 anno di carcere).

Il merito dell’introduzione di tale normativa va attribuito all’esperto di diritto ed etica Eric Delcroix, il quale ha spiegato che sesso si criticano i giovani per come usano internet, senza tener conto del fatto che i genitori non sembrano comportarsi meglio.

E, al cospetto del disastro innescato nel nome dell’orgoglio materno, nessun esempio poteva risultare più calzante.

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