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“I mali” che affliggono la movida di Chiaia

di / 0 Commenti / 382 Visite / 19 marzo, 2016

movida-chiaia«Vediamoci lì»: con un messaggio inviato su WhatsApp, due bande di minorenni si sono date appuntamento in via Alabardieri, a Napoli, lo scorso mercoledì, per regolare dei “conti in sospeso”.

Poteva essere una mattanza utile a generare quell’escalation di violenza che troppo spesso miete giovani morti, grazie a una tempestiva segnalazione e all’immediato intervento della Polizia di Stato, si è evitato il peggio.

Tredici ragazzini identificati, tutti minorenni, sette dei quali d’età inferiore ai 14 anni, tutti accusati di pubblica intimidazione. Ragazzini armati di coltelli, spranghe e mazze, pronti a regolare quel conto aperto armandosi di brutale violenza.

Giovani residenti tra la zona della Torretta e dei Quartieri Spagnoli sono stati fotosegnalati e riaffidati ai genitori.

Un episodio maturato mercoledì sera e che ha disseminato grande sconcerto ed apprensione tra residenti ed esercenti della zona, rilanciando il problema sempre attuale della sicurezza del quartiere che accoglie “i baretti”.

Gli uomini del primo dirigente Michele Spina hanno definiti i membri di quelle baby gang «facce note» della zona, protagonisti di atti vandalici e molestie ai danni di negozi e abitanti del quartiere.

I commercianti di Chiaia non fanno nulla per nascondere la loro esasperazione. Perché quello di mercoledì è soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie.

Carla della Corte, presidente del Consorzio Chiaia, scrive direttamente al questore Guido Marino per non permettere che quest’ultimo finisca nel dimenticatoio come tutti gli altri. I negozianti dell’area Bisignano-Belledonne confermano che il cambiamento del tessuto commerciale si sta ripercuotendo inevitabilmente anche su quello sociale, con i baretti «colpevoli» di aver cambiato la connotazione di un luogo deserto di giorno ed superaffollato di notte. Caotico, fracassoso, rumoroso e sempre più frequentemente animato da risse, furti, rapine ed episodi dall’elevata connotazione criminale e violenta.

La rapina a Lorenzo Insigne, messa a segno proprio nella zona “presa di mira” in particolar modo nel weekend dalle bande criminali, fino al tragico accoltellamento avvenuto nel cuore della movida di Chiaia di recente per vendicare una “delusione d’amore”: le espressioni più estreme ed emblematiche di quell’effettivo stato di emergenza rivendicato dai residenti in zona.

Alcolici a prezzi appetibili, “cicchetti a un euro”: un facile richiamo per giovani alla ricerca di sballo, l’amnesia che spopola tra quegli stessi vicoli, reperirla tra i baretti, infatti, diventa sempre più facile. I pusher partenopei, sempre attenti ad adattare il business alle esigenze imposte dal mercato, sanno che quella è una piazza calda sulla quale puntare.

La mancanza di controlli che agevola la vendita di alcolici anche i minori, oltre che l’imperversare della criminalità lungo i vicoli della movida di Chiaia.

Tutte problematiche effettivamente concrete ed attuali che tuttora appaiono orfane di una risoluzione efficace e che seguitano a guastare la festa agli avventori e a rendere la vita difficile ai commercianti e ai residenti in zona.

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