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La triste storia di Raffaella, travolta in un attimo, per non perdere un attimo

di / 2 Commenti / 12940 Visite / 16 maggio, 2016

10406999_333175373503606_6222481864422314562_n“Si nasce per vivere e si vive per non morire. Ma se vivi senza follia sei morto senza aver vissuto”: questa l’ultima frase pubblicata su facebook da Raffaella Ascione, una ventenne come tante, andata prematuramente incontro alla morte per mano di un crudele destino.

A 20 anni parli della morte come un’entità distante ed amorfa che non può scalfire la folle spensieratezza dei tuoi giorni e del tuo tempo.

A 20 anni la vita corre, corre forte. Viaggia lungo i binari delle emozioni più sconsiderate e questo Raffaella l’ha imparato a sue spese, sulla sua pelle.

Poco più di 24 ore fa Raffaella ha conosciuto la morte, quella morte che, una manciata di attimi prima le appariva come un messaggio da postare sui social, una chimera, suggestiva e lontana, come tutte le cose che sai che esistono, ma che tendi a relegare in un mondo distante.

La ragazza, originaria di Casalnuovo, era in compagnia di un amico e un’amica, quando stava attraversando i binari a Casalnuovo di Napoli, all’altezza di un passaggio a livello, sul tratto ferroviario Napoli-Nola ed è stata travolta da un treno. Per lei non c’è stato nulla da fare, purtroppo è morta sul colpo, l’altra ragazza, invece, è rimasta ferita ed è ricoverata in ospedale.

Raffaella, che in passato aveva lavorato in un bar del paese, era conosciuta e benvoluta da tutti a Casalnuovo.

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La comunità è sconvolta dalla tragedia che si incupisce di ulteriore tristezza per merito di un dettaglio emerso nelle ultime ore: la ragazza, a quanto pare, è stata travolta dal treno, perché il tacco della scarpa le era rimasto incastrato tra le pietre.

La giovane non è riuscita a liberarsi in tempo e il treno l’ha travolta.

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Capelli folti e ricci, sorriso contagioso, solare, allegra, spensierata, Raffaella era un fiume in piena di vita e di vitalità, vittima di quella stessa voglia di prendere a morsi la vita e non sprecare nemmeno un attimo.

Quell’attimo che avrebbe dovuto attendere a ridosso del passaggio a livello e che, invece, le è valso la vita.

2 Commenti

  1. Vorrei condividere un dubbio: se l’ultima foto caricata, dalla ragazza, sui social è la prima allegata a questo articolo, dove dunque ben notiamo che ella indossa della scarpe da ginnastica, come può essere affermato, o unicamente sospettato che il suo decesso sia dovuto al fatale blocco dell’invisibile tacco della scarpa tra i binari? ( ” la ragazza, a quanto pare, è stata travolta dal treno, perché il tacco della scarpa le era rimasto incastrato tra le pietre. ” )
    So che la mail non verrà pubblicata, ciò non risulta un problema dato che il mio scopo non era quello di ridicolizzare l’articolo, ma di evidenziare, a chi l’ha scritto, che un’insulsa ragazzina di 17 anni si è resa conto dell’incongrunza tra lo “scottante ed interessante dettaglio” e la realtà.
    Prego dunque colui\colei a cui è incaricato di scrivere questo articolo ( per quanto io lo reputi poco interessante) è opportuno leggere ciò che si scrive prima di pubblicarlo, che è necessario conoscere i fatti, raccogliere dati, e ragionare, assicurarsi del senso compiuto del ragionamento o della storia (o di quel che sia) che si espone. Spesso è più gradita una cronaca pulita, chiara e sincera, piuttosto che ricca di accattivanti particolari fantasiosi.
    Scuso per il disturbo, cordiali saluti,
    Martina Arcidiacono.

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  2. Ciao Martina!
    Ottima osservazione riguardo all’articolo ed altrettanto per l’evidenza ✌

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