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Presentazione del libro di Riina a Palermo. Anche Borsellino si oppone

di / 0 Commenti / 94 Visite / 9 giugno, 2016

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Dopo le numerose polemiche suscitate dalla presentazione mediatica del libro di Riina junior, ospitato recentemente presso la trasmissione televisiva ‘Porta a Porta’, questa volta ad opporsi alla pubblicazione è Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel luglio del 1992 in via D’Amelio.

Lo stesso Borsellino ha scritto su Facebook: “Se il 18 giugno dovesse essere permesso a Salvo Riina di presentare il suo libro a Palermo, sarò a Palermo per impedire questa ulteriore offesa alla memoria di mio fratello e dei ragazzi massacrati insieme a lui”.

Questa frase di protesta è accompagnata dall’annuncio lanciato dal sindacato di polizia Siap Palermo, che ha indetto un sit-in di protesta contro il libro scritto dal figlio del boss Riina. «La mafia cresce nel consenso – si legge nella nota del Siapè un fenomeno culturale prima ancora che mafioso, noi abbiamo il dovere morale e civico di opporci con ogni mezzo e strumento consentitoci dalle leggi che regolano la civile convivenza e ad ogni becera forma di revisionismo che si possa fare del fenomeno stesso o di alcuni suoi personaggi».

Anche Borsellino non ha alcun dubbio in merito, e lo dichiara infatti pubblicamente: “Sono disposto a tutto, non ammetterò nella maniera più categorica che a Palermo accada una cosa simile. Che un esponente di questa famiglia venga applaudito pubblicamente io non lo posso permettere almeno a Palermo.”

“Ci accerteremo se la data effettivamente prevista sarà quella del 18 giugno, intanto è per quel giorno che, a partire dalle 16, saremo tutti in piazza Politeama con i nostri striscioni e bandiere per dire no a fenomeni inqualificabili come questo“. Chiediamo per questo al mondo dell’associazionismo in genere, a ogni cittadino, a chiunque rivesta un incarico pubblico o privato, politico o amministrativo, a ogni tv o radio di essere in piazza con noi, tutti uniti, per dire sì a una Palermo libera dal malaffare e dalla mafia, a una Palermo che non dimentica e che fa della memoria il suo punto di partenza verso un domani in cui i nostri figli potranno respirare il fresco profumo della libertà.

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