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Il giallo della piccola Maria: tra indagini e dolore

di / 0 Commenti / 99 Visite / 22 giugno, 2016

1810691_piscinaRegna sconcerto e sgomento a San Salvatore Telesino, il paesino del beneventano stravolto da un’agghiacciante vicenda di cronaca che ha per protagonista una bambina di appena 10 anni trovata morta e denudata in una piscina all’interno di una struttura per ricevimenti.

L’autopsia conferma gli atroci dubbi: la piccola Maria è stata violentata.

È caccia all’uomo nel piccolo paesino che domenica, nelle ore in cui si è consumata la tragedia, accoglieva la festa patronale.

“Se mia figlia è stata stuprata e uccisa chiedo una giustizia rapida”: afferma Mario Ungureanu, il papà di Maria.

“Credo nella giustizia italiana: se volessi farmi giustizia da solo finirei in galera lasciando sola mia moglie” aggiunge ricordando Maria e il suo sorriso che – dice – quando “tornavo a casa la sera mi riempiva di gioia e mi faceva passare ogni dolore”.

Michele D’Occhio, avvocato della famiglia di Maria Ungureanu, Rende noto che dell’autopsia sono emersi segni di graffi sulla schiena della piccola, senza fornire ulteriori particolari sulla natura dei graffi. Nessun elemento è stato fornito dal legale sugli accertamenti relativi alla violenza sessuale eseguiti durante l’autopsia.

“I genitori di Maria – ha aggiunto – sono profondamente turbati perché l’indagato era considerato persona di famiglia e spesso veniva aiutata anche a cercare lavoro. Mi sarei aspettato anche oggi altri rilievi sulla scena del ritrovamento, magari impronte visto che domenica pioveva – ha proseguito il legale – Si vede che i Carabinieri hanno completato il lavoro”.

Mario conosceva Daniel da due anni; ha frequentato la casa di Maria, spesso si fermava a mangiare. L’ha incontrato anche la scorsa notte, nella caserma dei Carabinieri dove il giovane è stato interrogato fino all’alba. “Ho paura di andare in carcere perché sono innocente. A Maria non ho fatto nulla”: queste le dichiarazioni di Daniel, il giovane romeno indagato raggiunto oggi dall’ANSA nello studio del suo difensore, avvocato Giuseppe Maturo. Daniel ha ricostruito quanto accaduto quella sera sottolineando di non avere graffi sul corpo e ciò a suo avviso dimostrerebbe che non è mai entrato nel resort dove è stato trovato il cadavere. La struttura è protetta da un muro di cinta molto alto e l’unico varco di accesso potrebbe essere un piccolo foro nella rete di recinzione, che non si sa quando è stato praticato. In quel varco può passare senza rimanere ferita “solo una persona esile”. L’avv. Maturo fa notare che Daniel non ha graffi che “invece, come ho letto dalla stampa, sono stati evidenziati sul corpo di Maria”.

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