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Fimmg: “la medicina di base non diventi il capro espiatorio di tutti i Mali della sanità”

di / 0 Commenti / 100 Visite / 26 giugno, 2016

medico-famiglia«Non accettiamo che la medicina di famiglia diventi il capro espiatorio di tutti i mali della Sanità. E’ il momento di cambiare, è opportuno che gli specialisti possano prescrivere in prima persona gli esami che ritengono necessari».

«La medicina di famiglia non può essere il capo espiatorio di tutti i mali della sanità. L’enorme e giusta polemica che si è creata sull’adeguatezza delle prescrizioni non può non tener conto di un aspetto che non è propriamente un dettaglio, ma che forse sfugge a chi punta il dito contro i medici di Medicina Generale: gli esami genetici, costosissimi e non sempre necessari, vengono richiesti dagli specialisti e i medici di famiglia finiscono per trovarsi nella condizione di essere solo dei prescrittori». Per voce di Luigi Sparano e Corrado Calamaro, vertici partenopei della Fimmg, la medicina di famiglia esprime tutto il proprio dissenso nei confronti di quanti ritengono di poter scaricare ogni responsabilità dei medici di medicina generale.

«Alla fine – continuano Sparano e Calamaro – tutti i nodi vengono al pettine. Sin dal giorno dell’insediamento del Commissario di Governo abbiamo chiesto, senza ottenere alcuna risposta, che si prevedesse un cambiamento nella possibilità di prescrivere esami specialistici. Riteniamo infatti che i colleghi siano pienamente in grado di prescrivere e di assumersi la responsabilità di quanto prescritto, come del resto avviene in altre regioni d’Italia».

Volendo fare un riferimento agli esami di genetica che hanno innescato le polemiche di questi giorni, la richiesta arriva evidentemente da un ginecologo che ha ritenuto opportuno procedere in questo senso. Non ha senso che la richiesta arrivi da un medico e che le spiegazioni vengano chieste ad un altro.

«O si cambia – concludono i medici della Fimmg Napoli – o non si riuscirà a mettere fine allo spreco. Bisogna capire se si vuole realmente risolvere il problema o se fa più comodo restare in una situazione che prevede regole poco chiare».

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