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Diffonde foto di 13enne nuda su whatsapp: arrestato 30enne

di / 0 Commenti / 263 Visite / 29 giugno, 2016

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Un uomo di 30 anni, napoletano, è finito in manette con l’accusa di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

Purtroppo ad oggi adescare minori online non è mai stato così facile. A confermarlo, i casi di cronaca e i dati sul comportamento e l’utilizzo dei  social network , testimone anche questa vicenda.

L’uomo in questione avrebbe infatti adescato sul web una ragazzina di tredici anni, residente in Trentino, convincendola a mandargli delle foto hard, che poi ha provato a diffondere sul web. L’uomo avrebbe fatto leva sull’ingenuità della ragazzina, promettendole che avrebbe guadagnato 5mila euro a settimana nel mondo della moda, così la tredicenne avrebbe ceduto.

In realtà quelle immagini scabrose sono finite su un gruppo Whatsapp chiamato “Tanta roba” e da lì avrebbero iniziato a circolare in rete.

Così dalle indagini, che hanno portato all’identificazione e all’arresto dell’uomo, condotte dalla polizia postale di Trento, è emerso inoltre che l’uomo avrebbe man mano fatto richieste più pressanti, fino a chiedere alla tredicenne di mostrarsi in atteggiamenti “trasgressivi” davanti alla webcam.

La ragazzina, successivamente, si è confidata con alcune amiche sue coetanee, che hanno raccontato tutto ai genitori. A quel punto è scattata la denuncia che ha portato all’individuazione e alla cattura del trentenne.

Sembra retorica, ma non lo è, lo conferma la cronaca: l’adescamento online, il cosìdetto grooming, è in aumento. Quasi 1 teenager su 3 dà il numero di cellulare a persone conosciute online (dati Save the Children). Mentre secondo un’indagine di Ecpat (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking) condotta quest’anno su 131 studenti di 13 anni, il 90% ha aperto un profilo Facebook prima del limite minimo di 13 anni imposto dal social network. L’80% pubblica una foto al giorno, e se compaiono conoscenti non se ne chiede l’autorizzazione, il 60% ha ricevuto richieste o commenti a sfondo sessuale. Infine, un altro dato allarmante: il 90%, in caso di pericolo online, non crede opportuno parlarne coi genitori: ne teme la reazione.

Dunque attenzione alle insidie del web!

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