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News omicidio piccola Maria: arrivano cani molecolari

di / 0 Commenti / 84 Visite / 13 luglio, 2016

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 Proseguono senza sosta le indagini per la morte della piccola Maria Ungueanu, la piccola romena di 9 anni trovata morta nella piscina di un agriturismo il 19 giugno a San Salvatore Telesino, Benevento, alla ricerca di ulteriori prove per inchiodare il brutale assassino della bambina.

Così nel tardo pomeriggio di ieri, provenienti dal Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Firenze, sono giunti alcuni cani “molecolari” specializzati nella ricerca di tracce e di persone che aiuteranno i Carabinieri impegnati nelle indagini per riuscire a ricostruire esattamente  la dinamica di quanto accaduto quella domenica sera dello scorso 19 giugno.

Al momento non si esclude nulla, la piccola Maria potrebbe anche essere stata uccisa da più persone, anche se per ora, l’unica persona sospetta per l’omicidio è Daniel Ciocan, un operaio romeno di 21 anni, indagato per violenza sessuale e per l’omicidio della bambina.

L’uomo conosceva la piccola Maria Ungueanu, ma mancano ancora delle prove concrete e schiaccianti per poter inchiodare l’assassino (o gli assassini) di questa bambina. Se anche il ragazzo non fosse direttamente implicato nel delitto, per l’avvocato dei genitori di Maria, Fabrizio Gallo, tuttavia Daniel non starebbe raccontando tutta la verità su quella sera. E se il 21enne sapesse qualcos’altro oltre a ciò che ha riferito agli inquirenti? Nel primo interrogatorio disse che Maria si lamentò con lui del fatto che un’amichetta le dava fastidio: e se non si fosse trattato di un’amichetta ma di un adulto?

Che la piccola Maria avesse subito abusi in passato sembra infatti essere stato appurato dall’esame autoptico, secondo cui l’ultima violenza risalirebbe a 2 anni fa. È verosimile, dunque, che la vittima conoscesse il suo aguzzino e così pure Daniel, che la frequentava spesso e che anche la sera in cui fu uccisa era in sua compagnia per circa un’ora e potrebbe avere raccolto le confidenze della bambina.

Nel frattempo gli inquirenti stanno raccogliendo tutte le prove che possono essere utili, ottenute grazie al lavoro incessante dell’Arma, insieme ai numerosi interrogatori: sono circa 60 i testimoni sentiti finora.

 

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