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Terremoto Centro Italia: quando la troppa generosità rischia di arrecare “danni”

di / 0 Commenti / 195 Visite / 26 agosto, 2016

JPV4U8X2Già nel corso delle ore immediatamente successive al terremoto che ha straziato diversi comuni del centro Italia, la macchina della solidarietà si è subito attivata. In tantissime città italiane sono stati istituiti centri di raccolta di beni di prima necessità da inviare nei luoghi colpiti dal sisma.

Viste le grandi quantità di beni di prima necessità raccolte nelle passate ore, l’amministrazione comunale di Rieti, in accordo con la Protezione Civile che sta gestendo l’emergenza terremoto ad Amatrice, chiede a tutti i cittadini di interrompere momentaneamente la raccolta.

Al momento è prioritario lo smaltimento dei beni già raccolti e la consegna ad Amatrice. Se sarà necessario, nei prossimi giorni, la raccolta verrà ripresa.

Contestualmente l’Avis di Rieti comunica che da oggi termina l’Emergenza di raccolta sangue per il Terremoto avendo superato di molto il numero di sacche raccolte.

La protezione civile ha chiaramente dichiarato che in questo momento non c’è bisogno di derrate alimentari, generi di prima necessità o altri materiali. Raccoglierli senza avere un canale che li gestisce rischia di essere inutile.

Nei prossimi giorni il dipartimento fornirà l’elenco dei beni eventualmente necessari. Inoltra sconsiglia di mettersi in viaggio in quanto le vie devono essere mantenute sgombre e sono anguste.

Al momento, più che beni di prima necessità, occorrono fondi.

Per sostenere le popolazioni colpite dal devastante terremoto del 24 agosto è possibile utilizzare il conto corrente attivato da Poste Italiane e Croce Rossa Italiana con le seguenti coordinate: IBAN: IT38R0760103000000000900050; BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX; Beneficiario: Associazione italiana della Croce Rossa; Causale: “Poste Italiane con Croce Rossa Italiana – Terremoto Centro Italia”; oppure utilizzare il conto corrente della Croce Rossa Italiana con le seguenti coordinate: IBAN: IT40F0623003204000030631681; BIC/SWIFT: CRPPIT2P086; Causale: “Terremoto Centro Italia”.

L’Italia ha dimostrato un’operosa generosità non solo su questo versante, innumerevoli sono i rinforzi in termini di volontari e soccorritori, giunto da più parti: carabinieri, polizia, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, si incrociano le divise più disparate, uomini e donne del Sovrano militare ordine di Malta, i vigili del fuoco del Vaticano, perfino i «Volunteers» di Scientology.

Uno stato di cose che concretamente testimonia la buona volontà e l’affetto che questa brutta storia sta attirando su questo piccolo paradiso sporcato dal terremoto.

Ma si rischia il caos. Ieri è arrivato il capo della Protezione civile a controllare con mano come si muove la macchina dei soccorsi e ha trovato il coraggio di dirlo con chiarezza: «Bisogna ridimensionare il numero dei soccorritori rispetto alle reali esigenze». Sembrano parole dure, ingenerose, ma ieri si è sfiorato il caos, con gli enormi automezzi si incolonnavano su strade strette e in parte pericolanti. Le scosse di terremoto hanno fatto il resto, mettendo a rischio la stabilità dei ponti che collegano il paese con il resto del mondo. A turno, per tentare affannosamente di riordinare il flusso dei soccorsi, dei giornalisti e anche di centinaia di curiosi, le forze dell’ordine hanno chiuso una o l’altra delle strade di accesso. «Capisco la solidarietà e lo slancio della gente – dice Curcio – ma ad Amatrice c’è anche troppa gente, serve tranquillità».

Le sole forze «ufficiali» sono composte di ben seimila uomini e donne, dai 1.100 appartenenti alle forze di polizia, ai 644 della protezione civile, ai 400 della Croce rossa, più il personale tecnico è quello delle regioni più direttamente coinvolte nel sisma. Si continua a scavare tra le macerie, anche se la speranza è sempre più flebile. Ma si andrà avanti comunque per giorni, credendo nei miracoli e cercando di evitare i rischi, che ci sono comunque se si lavora tra edifici pericolanti con il rischio di nuove scosse sempre in agguato. Da ore si estraggono solo corpi senza vita.

Un ruolo fondamentale lo giocano i cani da macerie arrivati da tutta Italia e messi a disposizione da vari corpi, dai vigili del fuoco ai carabinieri. Ma anche per loro non è facile. Sono esseri viventi, non macchine hanno bisogno di pause, non riescono a tenere la concentrazione per più di qualche decina di minuti di fila. È sempre più difficile, ma anche loro non si fermeranno. Sono arrivate unità cinofile specializzate da Milano, dal Friuli Venezia Giulia, Dalla Calabria. A coordinare le unità di cani da macerie dei carabinieri c’è una donna, l’appuntato Francesca Coltellese, arrivata con le prime squadre a quattro zampe dal comando provinciale pisano dell’Arma.

E proprio dai cani nei secoli fedeli un piccolo miracolo è arrivato. L’unità cinofila guidata da un carabiniere abruzzese, Danilo Sciarra, ha scovato sotto le macerie un altro cane, ancora vivo. Cane salva cane, «Grimm» il pastore tedesco addestrato che riporta alla vita un meticcio, inferocito per la paura, ma vivo. Forse nella sua nuova vita si chiamerà Danilo. Anche questo è un segno di speranza. Ad Amatrice vale tutto, almeno oggi.

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