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Spunta un sito web dedicato a Tiziana Cantone: chi sta speculando sulla sua morte?

di / 0 Commenti / 671 Visite / 19 settembre, 2016

wp_ss_20160919_0001Il web continua a banchettare sul cadavere di Tiziana Cantone, la 31enne napoletana che si è tolta la vita perché sopraffatta dall’incubo franato nella sua vita in seguito alla diffusione in rete di alcuni suoi video hot, girati con il suo consenso, ma condivisi prima su whatsapp e poi attraverso i social network senza la sua autorizzazione.

Tiziana, uccisa soprattutto dagli impietosi giudizi del web e dal linciaggio verbale che, talvolta, ha rischiato di tramutarsi anche in aggressioni fisiche, nella vita reale, anche dopo la morte ha continuato ad incassare insulti e giudizi severi.

Ma, qualcuno, si è spinto anche oltre, sprezzante della tragedia che ha travolto la vita della ragazza e, ancor più, dell’imprescindibile rispetto che dovrebbe sempre essere tributato alla morte.

A poche ore dalla sepoltura del corpo della giovane, in rete appare un sito internet intitolato a Tiziana: impossibile risalire al proprietario del dominio, prontamente oscurato, nonché registrato a Panama.

La home page riassume, in inglese, la storia di Tiziana ed esibisce il suo nome a ridosso di sei video, non visualizzabili che – si lascia intendere – sarebbero i filmati hard che hanno di fatto rovinato la via della giovane.

“Quando vivere diventa troppo pesante e non c’è nessuno a cui rivolgerti, quando i problemi sembrano insopportabili, i Samaritans sono pronti a darti sostegno”: questa la mission dichiarata dal sito web, con tanto di numero di telefono al quale rivolgersi in momenti di “crisi”.

Un numero verde ed uno estero che vengono attribuiti al National Suicide Prevention Lifeline, un numero verde, attivo in America 24 ore su 24, e che fornisce una sorta di servizio preventivo contro il suicidio. Si tratterebbe, quindi, di un servizio a disposizione di persone in preda a crisi suicide o stress emotivo.

Consultando il sito internet del centro in questione, si intuisce che si tratta di un servizio esclusivamente radicato in America, mentre l’Italia non figura in nessun modo tra i Paesi in grado di fornire questo genere di supporto alle persone in preda a brama di suicidio.

Una furbata, oltre che un utilizzo di cattivo gusto del nome e della tragedia di Tiziana, che hanno destato viva indignazione tra il popolo del web che sta già provvedendo a segnalare il suddetto sito internet all’indirizzo email: abuse@enom.com, sperando che possa essere oscurato quanto prima, nel rispetto di una vita trucidata dal web e che, adesso, merita di riposare in pace.

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