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Omicidio Loris: le ultime dichiarazioni di Veronica Panarello

di / 0 Commenti / 110 Visite / 27 settembre, 2016

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Ragusa – Nel processo che si sta svolgendo a porte chiuse, Veronica Panarello ha ribadito ancora una volta la sua ultima versione dei fatti: sostenendo ancora che a uccidere il piccolo Loris, ucciso il 29 Novembre 2014 a Santa Croce Camerina, è stato il nonno Andrea Stival.

Lo ha ribadito mediante una serie di dichiarazioni spontanee che per il suo legale, Franco Villardita, sono fondamentali per l’accertamento della verità, ma che per i legali di parte civile non aggiungono nulla a quanto già riferito in passato.

Troppo fango si è mosso. Voglio pace, giustizia e rispetto per la famiglia e per il bambino’”avrebbe detto la donna nel corso della sua ora di deposizione. Dunque nessuna novità. Veronica riprende la tesi già esposta all’inizio di quest’anno. L’esecutore materiale dell’omicidio sarebbe Andrea Stival, nonno del piccolo, con cui lei sostiene di aver intrattenuto una relazione.

Mio suocero – ha spiegato la donna  – mi ha detto di legare i polsi a Loris e io l’ho fatto“. Avrebbe utilizzato le fascette prese dal ripostiglio di casa. Nessun contraddittorio. Poi una telefonata: Veronica ha proseguito affermando di essere tornata nella stanza dove c’erano Loris e Andrea Stival, e di avere trovato il piccolo con il cavo usb avvolto attorno al collo.

Veronica prima dell’udienza avrebbe parlato col marito ribadendo la sua volontà di dimostrare la colpevolezza del suocero. Nei mesi scorsi infatti la Panarello aveva dichiarato che era stato il suocero Andrea Stival a uccidere il bimbo per metterlo a tacere dopo la scoperta della asserita relazione tra lui e la la donna. “Non mi aspetto un cambiamento di rotta – dice l’avvocato di Veronica Francesco Villarditae nemmeno colpi di scena“. Il legale della donna riferisce delle condizioni “buone” di Veronica, “quelle di un soggetto che si è liberato da qualcosa che ha tenuto nascosto da tempo“.

Ma, al contempo, le indagini della polizia non riescono a collocare il suocero  in quella casa, né al Vecchio Mulino (il luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo). E anche se Veronica ha affermato che il fatto che non riesca a dimostrare la presenza del suocero in casa, ‘non significa che non ci fosse’, i dubbi sulla sua versione restano comunque molto forti.  Attendiamo dunque la prossima udienza che si terrà il 3 di ottobre.

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