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Domenica 2 ottobre, Ospedale Cardarelli:nonni e nipoti una mattinata da vivere insieme

di / 0 Commenti / 122 Visite / 29 settembre, 2016

ospedale-cardarelliL’Ospedale Cardarelli mostra il suo lato più umano, e lo fa mettendo in campo un’iniziativa che intende valorizzare la sfera affettiva, approfittando in questo caso della festa dei nonni.

Domenica 2 ottobre l’orario di visite ai degenti sarà ampliato dalle 11.00 alle 15.00, con un’accoglienza speciale dedicata ai nipoti. Il ricovero in ospedale comporta infatti anche l’esperienza, dolorosa quanto la malattia in sé, della separazione dagli affetti. L’iniziativa messa in campo dalla Direzione Generale del Cardarelli mira ad eliminare, almeno per un giorno, ogni barriera.

Ad accogliere i più piccoli, al piano terra dell’edificio centrale, ci saranno giochi di magia e palloncini colorati. Poi, nei diversi padiglioni dell’ospedale, i nipoti potranno incontrare i nonni nelle aree comuni, passando qualche ora assieme ma in piena sicurezza. L’iniziativa, novità assoluta per il Cardarelli, è la prima di molte altre che la Direzione Generale ha intenzione di realizzare per cercare di rendere meno pesante la degenza.

«Ho proposto questa iniziativa in occasione della festa dei nonni – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – certo che sarebbe stata accolta con entusiasmo da tutto il personale. La risposta ha superato le aspettative, ancora una volta il Cardarelli ha fatto squadra. Così abbiamo organizzato una giornata a costo zero, che ha però un valore inestimabile per molti dei nostri pazienti e per le loro famiglie».

Ovviamente l’ampliamento dell’orario di visita, dalle 11.00 alle 15.00, sarà l’occasione per fare in modo che tutta la famiglia possa ritrovarsi. Se è vero che il Cardarelli ha scelto di riservare un’accoglienza speciale ai bambini, altrettanto vero è che anche i più grandi avranno modo di salutare i familiari senza per questo dover comprimere la visita nelle canoniche due ore.

«Nonni e nipoti – conclude il direttore generale – si potranno incontrare a metà strada. Sono convinto che un abbraccio e qualche ora spensierata non possa che giovare alla salute dei nostri degenti. Sempre più dobbiamo cercare di garantire il benessere psicofisico di chi si trova a combattere contro la malattia. Anche questo significa valorizzare l’eccellenza, garantire salute».

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