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“Human Faces. Art for life”. Sergio Goglia e il suo progetto tra Napoli e New York

di / 0 Commenti / 166 Visite / 5 ottobre, 2016

213623751-92f50136-0023-4b90-94ff-255409064f29Artista, fotografo e scenografo, Sergio Goglia ama tutto ciò che è immagine; estetica. La peculiarità dei suoi lavori è la luce, che gli permette di scolpire i corpi che ritrae – quasi sempre nudi –  come fossero blocchi di marmo che assumono sembianze umane. E queste caratteristiche gli hanno permesso di realizzare un progetto emozionante ed emozionale, che sfrutta l’arte per sensibilizzare il pubblico alla tematica della disabilità.

La mostra “Human faces. Art for life” parte venerdì 7 ottobre, negli spazi del Loft del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli, Via dei Mille, 60).  A cura di Valeria Viscione, parte dell’omonimo progetto sociale ideato da Ludovico Lieto e promosso dall’agenzia pubblicitaria “Visivo Comunicazione” in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, il lavoro gode del patrocinio morale del Comune di Napoli.

Sotto il flash del maestro Goglia, numerosi i volti “prestati” all’arte dal cinema, dallo spettacolo e dall’iprenditoria. Tra questi, il registra Ferzan Ozpetek, il coreografo USA Bill Goodson, le attrici Luisa Ranieri e Cristina Donadio, lo stilista Fausto Puglisi, e molti altri. Negli scatti,gli “ambasciatori” sono stati invitati a lanciare un messaggio sul tema portante del progetto. Immagini forti, cariche di energia e pathos, che catturano lo sguardo dello spettatore.

La mostra sarà visitabile fino al 16 ottobre al PAN, con ingresso gratuito. L’esposizione continuerà, poi, dal 19 ottobre al 30 novembre negli spazi del cortile cinquecentesco di Palazzo Caracciolo MGallery (via Carbonara, 112). Il progetto proseguirà nel giugno 2017 con una mostra a New York, in occasione della decima “Conferenza degli Stati Parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”.

Un progetto eclettico, innovativo, che spera di colpire dritto nell’animo gli spettatori e di sensibilizzare i media e le istituzioni sulla tematica affrontata. L’ennesimo lavoro made in Italy in grado di coniugare arte, cinema e socialità.

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