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Carinola: detenuto tenta di impiccarsi. Salvato

di / 0 Commenti / 150 Visite / 22 novembre, 2016

carcere_mani[1]--400x300Il fenomeno dei suicidi in carcere è una piaga che riguarda sempre più anche il nostro Paese: a tal proposito, l’ultimo è avvenuto ieri nel carcere di Carinola in provincia di Caserta, dove un detenuto, ieri mattina, ha cercato di togliersi la vita impiccandosi nella sua cella.

Fortunatamente il detenuto è stato salvato dagli agenti in servizio che si sono immediatamente resi conto di quello che stava accadendo. A rendere noto il triste accaduto è stata l’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria,  l’Uspp.

E’ stata evitata l’ennesima tragedia. È arrivato anche il momento – sostiene Ciro Auricchio, segretario dell’Unione Sindacale di Polizia Penitenziaria – che nei festivi e notturni aumenti il numero di operatori sanitari da parte ASL in servizio, visto che oggi c’è un medico e un infermiere per oltre 400 detenuti presenti”.

Proseguendo ancora: “E’ stata salvata la vita a una persona ed evitata l’ennesima tragedia. Restano le preoccupazioni per una carenza di organico che limita la presenza dei poliziotti e genera difficoltà“.

Ricordiamo poi, che il carcere del Casertano, già all’inizio del mese di novembre, era stato al centro di uno scandalo che aveva riguardato 8 detenuti i quali approfittavano del permesso di lavoro all’esterno della casa circondariale per andare al bar o nei centri scommesse. Per questo il tentato suicidio del detenuto è stata l’ennesima occasione per l’Uspp di portare alla luce le difficoltà del personale carcerario e degli altri detenuti.

Una difficoltà che non riguarda certo solo questo istituto penitenziario, basti pensare che solo dall’inizio del 2012 sono 31 i detenuti suicidi. Il più giovane dei detenuti che si sono uccisi aveva soltanto 21 anni (Alessandro Gallelli, morto il 14 febbraio nel carcere di Milano San Vittore), il più “anziano” 58 (Giuseppe Cobianchi, morto nel carcere di Milano Opera). L’età media dei detenuti suicidi è di 37,7 anni, 10 erano stranieri e 21 italiani, 3 le donne (Tereke Lema Alefech, morta a Teramo; Claudia Zavattaro, a Firenze e Alina Diachuk, a Trieste).

Un emergenza, quella delle carceri, che va affrontata adeguatamente.

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