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“Diario di una giornalista di strada”: i botti illegali di fine anno

di / 0 Commenti / 141 Visite / 1 dicembre, 2016

bottiillegali Esiste un segnale ben preciso che annuncia l’apertura ufficiale della compravendita di botti illegali all’ombra del Vesuvio: quando, nel torpore del primo pomeriggio, il brusio della tv e il rumore delle stoviglie, si fa spazio un botto, secco e deciso: “pà”! È il rumore della cosiddetta “botticella” che da lì fino alla fine delle festività natalizie, allieterà i pomeriggi dei bambini. Quella “botticella”, apparentemente innocua, dirama un messaggio che si proietta ben oltre quel semplice “pà”.

I piccoli botti relegati in scatoline, non rientrano necessariamente nella cerchia dell’illegalità, ma impongono il possesso di un accendino o di fiammiferi per consentire ai bambini di poterci “giocare”: paradossale, ma vero. Questo stato di cose rende lecito il fatto che bambini piccolissimi vadano in giro con un accendino tra le mani, comprato insieme alle botticelle o dato in dono dai genitori o dai nonni.

Quelle due “armi” innescano dinamiche imprevedibili, proprio perché riposte in mani curiose ed inconsapevoli dei pericoli che possono scaturire da una condotta scellerata.

Dare fuoco a qualsiasi cosa gli capiti a tiro, solo per “scoprire” a quale metamorfosi vada incontro quell’oggetto per effetto delle fiamme, botti accesi e poi gettati contro persone distratte, capannelli di foglie, botti e materiale di vario genere incendiati con l’intento di innescare “piccole esplosioni”: sono solo alcuni dei giochi che contornano i pomeriggi invernali di certi bambini.

Questo è quanto accade nel limbo più esile della questione. Su larga scala, invece, il problema si amplifica in maniera direttamente proporzionale alla dimensione dei botti.

L’ultimo mese dell’anno è ufficialmente iniziato, dando il via al conto alla rovescia. Capodanno si avvicina, incalzano i capannelli di botti illegali e fioccano i primi sequestri.

Per strada, sui marciapiedi, all’ingresso delle scuole e perfino negli androni dei palazzi.

Oggi, 1° dicembre, i carabinieri hanno sequestrato due quintali di botti. Erano pronti per essere usati in vista dei festeggiamenti in occasione della notte di San Silvestro. Erano ben nascosti nel sottoscala del palazzo in cui abita un uomo di 64 anni.

I carabinieri di Afragola e Frattamaggiore, in provincia di Napoli stavano perquisendo la casa di un casa di un incensurato. Era il padre di Antonio Auletta, 39 anni, noto come Tonino ‘o riccio, ritenuto dai militari affiliato di spicco del clan camorristico dei Pezzella, operante a Frattamaggiore e Cardito. L’uomo nascondeva nel sottoscala di casa pericolosissimi ordigni esplosivi illegali, realizzati artigianalmente, oltre a 50 chili di botti.

Nessuno immaginava di vivere in una polveriera, nessuno poteva credere che un uomo potesse nascondere del materiale che avrebbe potuto azionare un’autentica strage, nel sottoscala di un centro densamente popolato di Frattamaggiore.

Per catalogare i botti illegali e portarli via è stato necessario l’intervento degli artificieri del comando provinciale di Napoli.

Del resto, un uomo che attende capodanno per “fare il botto”, altro non è che un bambino che non ha mai smesso di giocare con le “botticelle” e l’accendino.

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