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Salerno: il selfie di Manuela Arcuri sotto l’albero di Natale vale 9mila euro

di / 0 Commenti / 260 Visite / 4 dicembre, 2016

Manuela ArcuriUn selfie con l’imponente albero di Natale alle spalle: uno scatto che costa 9mila euro al comune di Salerno e che rifocilla le finanze dell’attrice Manuela Arcuri.

L’ultimo spot pubblicitario che porta la firma del governatore campano Vincenzo De Luca, ha generato non poche polemiche in relazione alla consueta cerimonia dell’accensione dell’albero di Natale in piazza Portanova, a Salerno.

Sprezzanti delle polemiche e dell’opinabile spreco di denaro pubblico, migliaia di persone, tra turisti e cittadini, sono accorse per assistere all’evento e fotografare l’attrice laziale. La scelta dell’amministrazione comunale di invitare la Arcuri non è passata inosservata all’opposizione per il cachet riservatole, poco meno di diecimila euro.

“Non ho nulla da dire in merito a questa polemica – ha replicato la showgirl – io faccio il mio lavoro, sono una professionista”.

7.500 più Iva: questo il cachet sborsato per una comparsata di Manuela Arcuri a Salerno, la città degli effetti speciali e dei De Luca: del governatore della regione Campania e del primogenito Piero, impegnato a coordinare il fronte del Sì, ma di fatto commissariato dal padre «esternatore»; e dell’altro figlio Roberto, assessore comunale al bilancio.

Nelle settimane precedenti, la Giunta regionale campana, cioè De Luca, ha assegnato a Salerno, cioè ancora De Luca, che qui è stato sindaco quattro volte, un finanziamento di 3 milioni di euro per le luminarie di Natale. La ragione di questo cachet è spiegata in delibera: partecipare come testimonial all’accensione dell’albero della centralissima piazza Portanova.

Un comune, una realtà, piccola eppur tutt’altro che sommessa, come quella di Salerno, tende sempre di più ad esibire le fattezze della “grande bellezza” forgiate a immagine e somiglianza delle esigenze della politica. Salerno personifica il baluardo di una società sempre più orientata verso lo sfarzo e l’ostentazione di prototipi e stereotipi che inneggiano al lusso e al culto del bello, come se, in una delle epoche più critiche in termini di economia ed occupazione, gli ideali sbandierati da Jep Gambardella fossero facilmente afferrabili per la stragrande maggioranza della popolazione, alla quale, quindi, non resta altro che accontentarsi di un selfie sotto un albero da sogno, accanto ad una star strapagata per alimentare illusioni e speranze.

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