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George Michael, l’ipotesi choc del suicidio supportata da alcuni misteriosi tweet del compagno

di / 0 Commenti / 322 Visite / 2 gennaio, 2017

fadi2_mgzoom Quella di George Michael è stata l’ultima morte del 2016 che ha depennato dall’elenco delle icone del panorama musicale mondiale, l’ennesimo nome di spessore.

Il cantante è deceduto la mattina di Natale, in maniera del tutto imprevedibile, in virtù della sua giovane età. Michael aveva 53 anni. Dopo aver parlato di overdose e arresto cardiaco, nelle ultime ore si sta facendo largo l’ipotesi di un suicidio, visto che il fidanzato ha pubblicato sui social un post in cui parla di quest’eventualità, svelando alcuni inquietanti retroscena.

Secondo Fadi Fawaz, il cantante inglese voleva togliersi la vita, e sul suo profilo Twitter ha fatto una rivelazione, scrivendo il seguente messaggio: “Io e George Michael siamo stati insieme finché non l’ho trovato morto nel letto. L’unica cosa che George voleva era morire. Ha provato diverse volte a uccidersi e alla fine ci è riuscito. Ci amavamo molto e siamo stati insieme quasi 24 ore al giorno”.

Poco dopo la pubblicazione, questo tweet è stato prontamente cancellato, anche se il breve passaggio in rete non è passato inosservato, infatti la notizia è stata ripresa da innumerevoli fans di George Michael, e dalle più importanti testate giornalistiche. D’altronde, queste affermazioni stridono non poco con quelle immediatamente successive al decesso dell’artista, quando era stato comunicato che se n’era andato serenamente, in seguito ad un arresto cardiaco.

A distanza di circa una settimana dalla morte di George Michael, torna così a far capolino il sospetto di un suicidio. Il mistero riguarda anche i risultati dell’autopsia che non sono stati resi noti, con gli esperti che si sono limitati a dire che si tratta di una “morte inspiegabile ma non sospetta”.

Probabilmente, alla luce delle rivelazioni fatte da Fadi Fawaz, verranno avviate ulteriori indagini per capire le reali cause del decesso, e soprattutto se i sospetti del compagno del cantante troveranno fondamento nelle prossime ore che, a questo punto, potrebbero risultare cruciali per far luce su questo mistero.

Nel frattempo la famiglia dell’artista tace. Dopo la notizia della morte, ha diffuso un comunicato stampa per smentire qualsiasi ipotesi circa un decesso per overdose, nonostante i ben informati avessero svelato che il cantante, ultimamente, aveva avuto non pochi problemi con la droga.

Si apre un giallo, dunque, sulla morte di George Michael. Ed anche sulla sua eredità: cento milioni di dischi venduti, un patrimonio da 122 milioni di euro. E ora la stampa inglese stila un elenco dei più probabili eredi di George Michael.

Denaro proveniente non solo dai diritti delle canzoni, ma anche da quattro proprietà immobiliari. A partire dal cottage del XVI secolo nell’Oxfordshire, dove è morto, ad una residenza londinese, ai due appartamenti a New York e Sidney. Oltre a quadri e opere d’arte di gran valore.

George ha due sorelle più grandi. Melanie, 55 anni, parrucchiera, è la primogenita e secondo i media inglesi potrebbe ereditare metà del suo patrimonio. Anche l’altra sorella Yioda sarebbe stata menzionata nel testamento, così come i figli del cugino Andros.

Fadi Fawaz era il suo fidanzato dal 2011, dopo essere entrato nel suo staff di hair stylist. È stato lui a trovarlo morto nel letto. È plausibile che anche lui sia ricordato nel testamento.

Ma lasciti potrebbero riguardare anche gli amici, come Martin Kemp e Shirlie Holliman, che proprio George fece conoscere. In particolare i loro due figli Harley Moon e Roman. E poi c’è Bluebell Madonna Halliwell, dieci anni, figlia dell’ex Spice Girls Geri Halliwell e dello sceneggiatore Sacha Gervasi. Il padrino di Bluebell è infatti Kenny Goss, per 14 anni compagno di George Michael.

Il cantante aveva finanziato, spesso in silenzio, diverse associazioni benefiche. Sui social circolano diverse testimonianze, secondo le quali avrebbe pure lavorato in un rifugio per senzatetto. Di certo elargì fondi a Childline, l’equivalente del nostro Telefono Azzurro, e la Terrence Higgins Trust and Macmillan Cancer Support: i giornali inglesi ritengono che parte delle royalty dei suoi dischi possa finire a loro.

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