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Lettera minatoria anonima indirizzata al sindaco di Cesa

di / 0 Commenti / 102 Visite / 28 gennaio, 2017

lettera-boss Una lettera anonima di minacce indirizzata al sindaco di Cesa, comune in provincia di Caserta è stata recapitata presso la sede del Comune casertano.

Inequivocabile il contenuto della missiva: il “consiglio” di smetterla “di parlare di legalità e di camorra perché la camorra qui non c’è”, seguito dal chiaro avvertimento “conosciamo i movimenti tuoi e dei tuoi familiari”.

Guida, avvocato, sposato con due figli, in carica per il Pd dal 31 maggio 2015, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri ed è già stato ascoltato come persona informata dei fatti.

Nella lettera si fa riferimento ad alcune azioni dell’amministrazione comunale di Cesa, come la delibera “Mafia free” emessa dalla Giunta capeggiata da Guida sulla base del decalogo redatto dalla Fondazione Angelo Vassallo e da Avviso Pubblico, ma anche l’acquisto dalla parrocchia di un campo di calcio su cui realizzare un palazzetto dello sport e persino il master sui beni confiscati alla camorra che sta frequentando il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Cesa.

Il comune di Cesa, lo scorso novembre, ha aderito alla rete dei Comuni Mafia Free, nell’ambito del “Progetto Angelo Vassallo”. E’ questo una sorta di marchio dei Comuni che si impegnano a realizzare le prescrizioni antimafia e che sono disponibili a fare rete. Il progetto in questione ha anche lo scopo di essere da supporto a quei Comuni che possono subire dei tentativi di infiltrazione mafiosa.

I contenuti del decalogo, cui i Comuni devono attenersi, è un insieme di norme che permettono di rendere difficile la presenza di infiltrazioni mafiose negli apparati comunali e massimamente infruttuosa sul territorio. Impegna l’Amministrazione comunale, ove possibile, a non indire bandi di gara al ribasso; evitare scrupolosamente il conflitto di interessi, affidando forniture e/o interventi professionali ai familiari di assessori e consiglieri; non assumere persone condannate in primo grado per corruzione 318, 319, 319 ter, 320 C.P., concussione 317 C.P., abuso d’ufficio 323 CP, concorso esterno 416 ter e associazione mafiosa 416 bis nel personale del Comune e in quello delle partecipate. Non intrattenere rapporti commerciali e di collaborazione con ditte rappresentate da persone condannate come sopra. Per ciò che riguarda i sindaci e gli amministratori, qualora gli ascendenti di primo grado siano stati condannati, si chiede una pubblica dichiarazione di estraneità; promuovere, ove possibile, una rotazione periodica del personale dirigente; agevolare i locali che rifiutano l’installazione di giochi e macchinette mangiasoldi e ostacolare l’apertura di negozi “compro oro”; dotarsi, non appena possibile e ove non sia stato ancora adottato, di un piano regolatore che privilegi l’utilizzo intelligente e rispettoso del territorio, promuovendo il recupero dei centri storici, la conservazione del patrimonio urbanistico presente nonché proponendo l’Ente Comune quale detentore di un diritto di prelazione sull’acquisto di immobili di pregio; affidare i terreni incolti a giovani agricoltori e/o a cooperative sociali che ne facciano richiesta; promuovere la differenziata con ogni mezzo, anche con ritiro a domicilio; offrire la massima collaborazione al Prefetto e alle Forze dell’Ordine segnalando ogni situazione anomala e meritevole di attenzione; dotarsi di un piano anticorruzione e osservarlo.

 

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