Il nuovo modo di leggere Napoli

Domenica 5 marzo, sfilata di Carnevale nel borgo di Casamale a Somma Vesuviana

di / 0 Commenti / 112 Visite / 5 marzo, 2017

casamel Torna puntuale anche quest’anno domenica 5 marzo la tradizionale sfilata di Carnevale nel borgo di Casamale a Somma Vesuviana con maschere e carri per festeggiare i dodici mesi, figli del patriarca Marcusalemme, la morte ‘E Vicienz e Carneval, Pulcinella e tante altra sorprese.

La partenza sarà, come di consueto, da Piazza Collegiata alle ore 16.00 dove, al rientro dalla sfilata, si svolgeranno rappresentazioni teatrali, musica e tanti dolci di Carnevale.

La “Canta dei mesi” è un’allegoria dei mesi dell’anno e la sua diffusione raggiunge tutti i centri a vocazione agricola dello stivale. Ogni comunità conserva i suoi testi e le sue performance ma tutte prevedono la figura di Capodanno, oltre a quella di Pulcinella a sud o Arlecchino a nord, nelle vesti di presentatore e cerimoniere. Le sue origini si fanno risalire ai primi del settecento ma si ha la sensazione che queste rappresentazioni siano ancora più antiche. In passato l’uomo non aveva dei riferimenti temporali così diffusi e a portata di mano come li abbiamo noi oggi con orologi, calendari, astrolabi, etc. Le chiese erano il luogo privilegiato per poter raffigurare i calendari. Sui pavimenti di alcune basiliche come quella paleocristiana di Tiro è possibile osservare le immagini simboliche delle stagioni in un grande mosaico ora conservato al Louvre. Vi sono scene di caccia e di vendemmia accompagnate dalla personificazione dei mesi dell’anno. Ancora più antiche sono le raffigurazioni del ciclo delle Grandi Feste che tiene conto di una divisione dell’anno non già secondo il ciclo liturgico ma attraverso dodici o quattordici episodi festivi.

La versione proposta al Borgo Casamale fa riferimento a quella tramandata da Michele Febbraro, attore e regista di Somma che ha legato la sua vita alla difesa e diffusione delle tradizioni e che, dal 1976, ne ha rielaborato una sua versione, ispirandosi alla tradizione popolare.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)