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8 marzo, Festa della donna – la testimonianza di uno spogliarellista: “è la serata delle donne senza freni inibitori”

di / 0 Commenti / 7339 Visite / 8 marzo, 2017

hqdefault Una data tinta di giallo, come il colore della mimosa: il fiore-simbolo dell’8 marzo, giornata in cui si festeggia la donna.

Una data che fa storcere il naso alle femministe che vorrebbero cancellare stereotipi e gesti discriminatori affrancati a questa ricorrenza per rivendicare l’uguaglianza della donna 24 ore su 24 e 365 giorni su 365.

Per molte esponenti del gentil sesso, invece, in barba alle lotte per la parità dei diritti e ai dibattiti che tengono banco soprattutto al cospetto di violenze ed omicidi, in questo giorno individuano un comodo pretesto per incrociare le braccia e non adempiere agli ordinari ruoli di madre, moglie e massaia per andare incontro ad una notte di schiamazzi ed eccessi.

Ad onor del vero, se molte donne abbracciano con piacere l’idea di festeggiare e festeggiarsi concedendosi un aperitivo, una cena, ma anche una serata in discoteca, vivendo la giornata come un buon pretesto per trascorrere una serata tra donne, una nutrita fetta di rappresentanti del gentil sesso esce di casa per andare incontro ad una notte di pura e scellerata trasgressione.

In tutti i locali italiani – e non solo – le special guest star più attese della serata sono loro: gli streap-man o spogliarellisti, che dir si voglia.

Abbiamo chiesto ad uno scultoreo 30enne che da più di 10 anni allieta i festeggiamenti delle donne in occasione dell’8 marzo, esibendosi in locali e discoteche, di raccontare questa notte così chiacchierata e concitata:

“Un tempo la presenza dello streaptease era prevista principalmente nelle discoteche, mentre, oggigiorno, lo spogliarello è “il piatto forte” che viene servito nel corso delle quotatissime “cene-spettacolo”. Devo ammettere che è piuttosto insolito e all’inizio era perfino un po’ imbarazzante spogliarsi tra una frittura all’italiana e una pizza. Ormai è diventata ordinaria amministrazione. Il nostro compito è sedare “i bollori” di quelle donne che per tutto l’anno vivono in un clima di repressione, completamente dedite alla famiglia, al marito, alla casa, ai figli. Per una notte vogliono essere solo donne e vogliono sentirsi e vedersi trattare come tali.

Gli eccessi? Si, ci sono e sono innegabili. Dovreste chiederlo ai camerieri che si recano sul posto di lavoro solo per servire ai tavoli, come fanno tutte le sere e, invece, vengono molestati, palpati e perfino quasi costretti ad improvvisarsi spogliarellisti.

Io già so a cosa andrò incontro stasera. Dovrei inviarvi le foto delle mie cosce e del mio torace domani mattina, appena mi sveglierò. Graffi, lividi, perfino morsi. Non è una festa, ma una battaglia. Chi, come me, propone lo streap integrale, sa che stasera smetterà di essere un uomo e diventerà un pezzo di carne succulenta gettato in pasto ad un branco di cannibali.

Però si guadagna bene!”

Qual è la donna-tipo che stasera verrà ad assistere al tuo streaptease?

“La casalinga di mezza età, nella quale puoi tranquillamente rivedere tua madre! Ma anche la donna separata o le single con evidenti problemi nel relazionarsi con l’altro sesso. Non c’è un prototipo standard, la costante comune è un’esplosione di energia ed esaltazione. Sono scene che non si possono raccontare, vanno vissute per capire quanto è inusuale e surreale quello che accadrà stasera!”

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