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27 Marzo 198:uccisi a Salerno l’Avv. Dino Gassani e il suo segretario Giuseppe Grimaldi

di / 1 Commento / 1217 Visite / 27 marzo, 2017

dino%20gassani%20e%20giuseppe%20pino%20grimaldi Salerno, 27 marzo 1981: Dino Gassani: il coraggio di morire per la toga.

Così; inciso nel bronzo di una targa, l’Ordine Forense di Salerno ricorda, nella sala del Consiglio, il sacrificio dell’indimenticabile collega. Ma non tutti conoscono la sostanza del suo martirio. L’avvocato Gassani difendeva tal Biagio Garzione, imputato di omicidio volontario insieme a noti esponenti della criminalità vesuviana, fra i quali il famigerato boia delle carceri Raffaele Catapano. Il Garzione, uno dei primi pentiti della recente cronaca giudiziaria, confessò il delitto e chiamò in correità il Catapano, con una drammatica dichiarazione, ricca di particolari, a volte raccapriccianti. Dino Gassani era nel suo studio, al Corso Vittorio Emanuele, quando gli si presentarono due clienti per incaricarlo di un’importante difesa penale, ma i cosiddetti clienti erano emissari di Catapano, che, pistole alla mano, gli chiesero di intervenire presso il Garzione per una ritrattazione dell’accusa.

Gassani rifiutò sdegnosamente ogni imposizione e fu ucciso al suo posto di lavoro, insieme al suo fedele segretario, Pino Grimaldi. Prima di morire, negli ultimi attimi terribili della minaccia, Dino scrisse su un foglio che aveva davanti: “non posso perdere mai la mia dignità”. Egli pose la sua dignità al di sopra della sua vita. Sarebbe stato facile fare una mezza promessa, mostrare un assenso anche parziale, ma Egli non volle neppure sacrificare il valore dei propri principi morali. Il richiamo a Socrate è immediato e trasparente. Quando i discepoli lo invitarono a fuggire da Atene per sottrarsi ad una condanna ingiusta, Egli preferì bere la cicuta piuttosto che violare quelle Leggi che avevano contribuito a formare e che aveva sempre difeso. Gassani come Socrate: coerenza, fedeltà ai principi. Dino Gassani fu un grande avvocato, ricco di dottrina giuridica e di passione forense, uno degli ultimi esponenti dell’eloquenza Salernitana che si ispirava alle forme di Mario Parrilli, Camillo de Felice, Manlio Serio.

Pino Grimaldi era il segretario di Dino Gassani, ma soprattutto un familiare aggiunto della famiglia Gassani; giunse allo studio quando era ancora un ragazzo, dopo una breve esperienza nella Polizia di Stato. Era l’ombra del grande penalista e molti ancora oggi lo ricordano sempre presente nella vita professionale e politica del grande penalista e della sua famiglia. Diceva sempre ” io morirò con l’avv. Gassani”, quasi un presagio: infatti egli morì nel lontano 27 marzo 1981 assassinato nello studio unitamente al grande penalista nel tentativo disperato di salvarlo.

Pino Grimaldi amava come dei figli Gian Ettore e Gino Gassani con i quali aveva un rapporto genitoriale e la sua morte è, e sarà sempre un dolore incancellabile per la famiglia Gassani. Dino Gassani lo amava come si può amare un figlio. Era sempre sorridente, sempre disponibile con tanto entusiasmo e gioia di vivere. Pino Grimaldi è stato un martire: morì per difendere Dino Gassani il quale non si piegò alle minacce della camorra che lo volevano far desistere dalla difesa di un processo importante. Oggi Dino Gassani è un mito autentico, ma insieme a Pino Grimaldi.

Un Commento

  1. Voluta dall’Amministrazione comunale di Giffoni sei Casali, su sollecitazione dell’Associazione “Giorgio Ambrosoli-Salerno”,
    Sabato 30 settembre 2017, alle ore 16:30, al casale Prepezzano, in Lungofiume località Ramiera, si terrà la cerimonia d’intitolazione di “Via Giuseppe Grimaldi (1930–1981), Medaglia d’Oro al valor civile”.

    Sabato 30 settembre 2017, alle ore 16:30, al casale Prepezzano di Giffoni Sei Casali, in Lungofiume località Ramiera, si terrà la cerimonia d’intitolazione di “Via Giuseppe Grimaldi (1930–1981), Medaglia d’Oro al valor civile”.
    Il Comune di Giffoni Sei Casali, difatti, su invito dell’Associazione Giorgio Ambrosoli Salerno, ha deliberato prontamente, con atto di Giunta Comunale n. 22 del 2 marzo 2017, l’intitolazione di una strada in favore di Giuseppe (Pino) Grimaldi, Segretario particolare dell’Avv. Leopoldo (Dino) Gassani, con il quale condivise sia la coraggiosa tempra che il barbaro assassinio da parte della criminalità organizzata, il 27 marzo del 1981 e con questi è stato insignito della Medaglia d’Oro al valor civile in data 26.5.2009 da parte del Presidente Giorgio Napolitano,” Per aver pagato con il proprio olocausto la dedizione alla Toga ed alla Legge”.
    -“Chi per la gloria muor/Vissuto è assai/La fronda dell’allor/Non langue mai”- fece cantare nella sua opera, dal coro presente nella nona scena del primo atto, nella “Caritea, regina di Spagna” (ossia La morte di Don Alfonso re di Portogallo) il compositore Saverio Mercadante e a queste parole fecero fede i fratelli Bandiera, fedeli Mazziniani che, mutandole in “Chi per la patria muor/Vissuto è assai”, le ritennero le più opportune per chiudere le loro vite. In questi tempi dove “L’Italia è fatta”, ma si cerca di distruggerne gli ideali più profondi, è giusto che alla manifestazione partecipi, oltre ad un vasto pubblico di cittadini, sia per invito personale che per essere presenti all’evento, per il Comune di Giffoni Sei Casali, Il sindaco Francesco Munno e per per l’Ass. Giorgio Ambrosoli Salerno, il presidente Dott. Raffaele Battista, e che entrambi prendano la parola a ricordo (Per informazioni: Ufficio segreteria del sindaco; Ufficio Segreteria segreteria@comune.giffoniseicasali.sa.it e Segretario dell’Associazione Giorgio Ambrosoli, A v v . P a s q u a l e D’A i u t o, Via R. De Martino n. 7, 84124 Salerno; Tel. e fax 089.22.21.51 – 347.69.00.518 pasqualedaiuto@hotmail.com
    vvpasqualedaiuto@pec.ordineforense.salerno.it )
    Pino Grimaldi è un eroe; ucciso mediante una vera e propria esecuzione con un colpo solo alla fronte. Uno di quegli eroi che più di quanti, per ragioni di belligeranza, si trovano a morire su un fronte di guerra, ebbe il presentimento di quanto gli sarebbe accaduto ma non indietreggiò. Fu udito ripetere spesso: «Io morirò con l’avvocato Gassani». Avrebbe, come il suo amico, potuto tirarsi indietro,provarsi a convincere l’avvocato a rinunciare al lavoro che lo vedeva coinvolto in merito al rapimento di due imprenditori Campani, per questioni legate alla testimonianza di un cliente. In precedenza, difatti, erano state prodotte contro l’avvocato Gassani, diverse minacce di morte da parte della camorra, ma questi non volle retrocedere in forza della paura e così vennero barbaramente uccisi entrambi, nello studio del legale di Salerno. Avevano entrambi cinquantun anni. Pino Grimaldi era divenuto l’ombra dell’avvocato Gassani, per non lasciarlo solo nel pericolo, anche in quanto amico di famiglia e videro la morte assieme, per mano di due emissari della camorra. Occorre dunque rimarcare che la società non dimentica i suoi martiri ed appare davvero un bel gesto quello dell’Amministrazione comunale di Giffoni Sei Casali che, in tempi brevissimi, ha voluto rendere omaggio al ricordo dello sfortunato e coraggioso concittadino. Come Giorgio Ambrosoli, cui è dedicata l’Associazione salernitana, anche Pino Grimaldi merita il ricordo costante e l’attenzione di quanti conoscono il loro sacrificio: “Chi per la patria muor, vissuto è assai”.
    Bianca Fasano (Accademia dei Parmenidei, Ufficio Stampa)

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