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Maxi-sequestro di capi d’abbigliamento nel mercato della Duchesca

di / 0 Commenti / 220 Visite / 4 maggio, 2017

image All’indomani del blitz dei vigili urbani che nella capitale ha portato alla morte di un ambulante extracomunitario, anche a Napoli i caschi bianchi sono scesi in strada per contrastare il mercato del falso e il business dei prodotti contraffatti.

La Polizia di Napoli ha denunciato, nella mattinata di giovedì 4 maggio, cinque persone e sequestrato oltre 600 capi di abbigliamento contraffatto. La scoperta è stata effettuata dai poliziotti del commissariato Vicaria Mercato con la collaborazione degli agenti del commissariato Decumani e dell’ufficio Prevenzione generale.

Gli agenti stavano effettuando dei controlli di routine nella zona della Duchesca – Piazza Mancini, quando hanno fermato un 51enne tunisino, che aveva rimosso i sigilli ad un locale, già precedentemente utilizzato per lo stoccaggio e la vendita dei capi di note griffe falsi, ricostituendo l’attività di vendita.

Mesi prima, infatti, proprio in quel locale, erano stati effettuati numerosi sequestri di abbigliamento contraffatto, in particolar modo in via Calasanzio. Oltre al tunisino, la polizia di Napoli, ha fermato quattro acquirenti, tutti denunciati in stato di libertà, per i reati di contraffazione, vendita di materiale contraffatto e ricettazione. Durante le fasi del controllo, un acquirente è riuscito ad uscire dal locale sperando poi di far perdere le sue tracce ma è stato inseguito e, nonostante l’intervento a suo favore di numerose persone presenti in strada è stato bloccato e denunciato. La mobile di Napoli ha sequestrato nello specifico: 100 paia di scarpe contraffatte della Nike, Adidas e Saucony e oltre 500 t-shirt e jeans di: Armani jeans, Lacoste, Burberry, Moncler, Stone Island, Blaur ed altri noti marchi di abbigliamento. Questa operazione di polizia urbana si inserisce in una più ampia programmazione della polizia municipale di Napoli, in sinergia con altre istituzioni, che mira ad indebolire il mercato del falso attaccando i luoghi di deposito e distribuzione oltre alle fabbriche ed ai venditori ambulanti presenti in città.

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