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A Napoli la nave di Medici senza frontiere: 1500 migranti a bordo

di / 0 Commenti / 88 Visite / 28 maggio, 2017

c_2_fotogallery_3012316_2_imageE’ arrivata stamane, domenica 28 maggio, nel porto di Napoli la nave ong ‘Vos Prudence’ di Medici Senza Frontiere e sono iniziate le operazioni di sbarco dei 1449 immigrati che si trovavano a bordo.

La nave è stata fatta ormeggiare al molo Carmine e sono state predisposte tutte le attività logistiche per effettuare lo sbarco. Ancora non è stata resa nota la destinazione dei migranti raccolti da Msf e da motovedette della Guardia Costiera da ben dodici diversi barconi in appena 10 ore. Alle 21 di ieri, sabato 27 maggio, era approdata a Palermo per rifornirsi di beni di prima necessità, dopo l’allarme lanciato dai responsabili di Msf sull’assenza di generi di prima necessità a causa del sovraffollamento della nave, la cui capienza è di 600 persone.

A bordo 140 donne, 45 bambini, uno dei quali di appena una settimana e due cadaveri recuperati da un gommone.

Procedono molto lentamente le operazioni di sbarco degli immigrati. Vengono fatti scendere a gruppi, fotoidentificati e successivamente indirizzati ai pullman che li porteranno nei centri di accoglienza individuati secondo il piano nazionale di riparto, con il coordinamento della Prefettura.

Le procedure, anche a causa del numero molto elevato di migranti, richiederanno – come riferiscono fonti di Polizia – ancora parecchie ore. La nave Vos Prudence di Medici Senza Frontiere è arrivata nel porto di Napoli dopo tre giorni di navigazione con un lungo giro determinato dalla chiusura degli scali siciliani per effetto delle misure di sicurezza disposte per il G7.

A bordo dell’imbarcazione ci sono, come ha riferito ai giornalisti Michele Trainiti, responsabile delle operazioni di soccorso in mare, 40 bambini con meno di 5 anni, cinque neonati e numerose donne incinte.

Secondo quanto accertato dalla Polizia ci sono anche diversi casi di scabbia. Si tratta di migranti partiti dalla Libia.

“Molti di loro – ha denunciato Trainiti – presentano fratture in varie parti del corpo, conseguenze del clima di violenza nel Paese. Un giovane che abbiamo soccorso era stato torturato per mesi. Lo abbiamo raccolto da un gommone e trasferito in ospedale a Lampedusa dove però purtroppo è morto. Ci sono tanti che avevano una famiglia e un lavoro ma che hanno preferito fuggire da una situazione terribile”.

Trainiti ha evidenziato alla stampa anche come nelle operazioni di salvataggio, effettuate ininterrottamente su dodici barconi, dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio non si sia vista in zona nessuna altra nave. “Dobbiamo ringraziare solo la Guardia Costiera. Dove era Frontex, dove erano quelli che ci hanno criticato?”.

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