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Omicidio-suicidio a Trento: 24enne uccide la fidanzata di 22 anni e si toglie la vita

di / 0 Commenti / 256 Visite / 1 agosto, 2017

downloadUn omicidio-suicidio che ha sconvolto la comunità di Trenno, comune in provincia di Trento, dove due giovani di 22 e 24 anni sono stati trovati morti in un’abitazione

A guardarli così come appaiono attraverso i loro profili social, sembrano il ritratto della felicità: una coppia di ragazzi giovani, belli, spensierati, innamorati. Nulla poteva lasciar presagire quanto accaduto durante la giornata di domenica 30 luglio.

Sarebbero dovuti andare a convivere tra settembre ed ottobre, in un appartamento dei genitori di lei. Era tutto perfetto. Almeno apparentemente.

Lui, Mattia Stanga, 24 anni, e lei, 22 anni, Alba Chiara Baroni, prende il nome da una delle più celebri canzoni di Vasco Rossi. Si conoscevano fin da bambini, ma la giovane ha compreso quando era troppo tardi per mettersi in salvo, di non conoscere abbastanza il suo fidanzato di sempre.

È stato Mattia a esplodere i colpi di pistola. La Sdm, di marca cinese, una semiautomatica 9×21, è stata trovata nelle mani del ragazzo, operaio alle Cartiere di Riva del Garda. Il suo corpo, riverso per terra sul pavimento del bagno, al secondo piano della sua casa è stato rinvenuto poco distante da quello della fidanzata Alba Chiara.

È stato lui a uccidere, ma gli inquirenti faticano a comprendere le motivazioni di quell’estremo gesto.

Mattia aveva una licenza per il porto d’armi per uso sportivo, ma quell’arma, quella pistola semiautomatica l’aveva acquistata solo quella mattina.

Al centro delle indagini degli inquirenti c’è una telefonata, sulla quale i carabinieri della compagnia di Riva del Garda insieme ai colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale stanno cercando di fare chiarezza, arrivata sul telefono di Alba Chiara che preannunciava la tragedia. «Voglio farla finita, voglio uccidermi» avrebbe detto Mattia. Parole tanto estreme quanto insensate, perché non c’era nulla che apparentemente andava male in quella coppia, nulla avrebbe fatto pensare a una simile tragedia.

Mancavano pochi minuti alle due del pomeriggio quando un vicino di casa, Giovanni Narducci, ha sentito gli spari e ha chiamato i carabinieri. Quando i militari e i soccorritori hanno varcato la porta della grande casa bianca in via delle Cesure, dove vive la famiglia Stanga, imprenditori edili, e dove ci sono diversi appartamenti per le vacanze estive, si trovano di fronte ad una scena agghiacciante. I due corpi in un lago di sangue nel bagno al primo piano e alcuni bossoli trovati lungo il corridoio. Uno sparo sembra abbia oltrepassato il vetro della finestra del bagno e si è andato a conficcare nel muro di fronte, proprio dove si trovava una vicina. All’esterno della casa la Fiat Panda nera di Alba Chiara con la portiera ancora aperta, segno di una persona che ha fretta di scendere dalla macchina.

Sembra che negli ultimi giorni i due giovani avessero avuto dei diverbi, ma nulla che potesse far pensare all’estremo gesto del giovane.

Quella telefonata, però, sembra preannunciare tutt’altro, Mattia sembra l’abbia fatta dopo aver finito il turno di notte alle Cartiere, così Alba Chiara è accorsa, forse preoccupata, appena ha finito di lavorare al bar Mirage di Riva dove era di turno la mattina. È uscita ed è corsa da Mattia. Cosa è successo poi resta un mistero. Forse lei voleva lasciarlo, forse non se la sentiva più di fare il grande passo, di andare a vivere insieme.

Un dolore insopportabile ed inspiegabile per due famiglie distrutte ed incapaci di trovare un senso a quei colpi di pistola.

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