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Ordigno esploso nella notte a San Giovanni a Teduccio: un morto e una ferita

di / 0 Commenti / 436 Visite / 22 dicembre, 2017

carabinieriE’ mistero intorno al raid che stanotte ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di una donna, a seguito dell’esplosione di una bomba carta a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli.
Il fatto è avvenuto nel corso della notte tra giovedì 21 e venerdì 22 dicembre, in via Ferrante Imparato, in un edificio poco distante dalla chiesa dell’Immacolata.

A perdere la vita, Antonio Perna, di 32 anni, deceduto poco dopo il ricovero all’ospedale Loreto Mare. Ferita, invece, Monica Veneruso, la compagna 43enne di Perna, anche lei già nota alle forze dell’ordine, ferita gravemente, non è in pericolo di vita ed attualmente ricoverata all’ospedale Cardarelli.

I Carabinieri giunti sul posto, a seguito di plurime segnalazioni che riferivano di una forte esplosione, hanno riscontrato la presenza dei due feriti e gli ingenti danni causati dalla deflagrazione: il cancello di un edificio divelto e due auto parcheggiate nelle immediate vicinanze sono state danneggiate.

In particolare, gli uomini in divisa, hanno individuato uno scooter risultato rubato, proprio nei pressi dell’edificio dove è avvenuta l’esplosione. Questo dettaglio, in particolare, legittima di ipotizzare che proprio le due vittime dell’esplosione, tra le 3.30 e le 4 della scorsa notte, fossero giunte sul posto a bordo di quel ciclomotore per posizionare l’ordigno artigianale all’interno dell’edificio. Qualcosa, però, non è andato secondo i loro piani e l’ordigno è esploso prima del previsto nei pressi della porta dell’abitazione di una persona, ferendo gravemente i potenziali esecutori di quel raid, probabilmente messo a segno per indirizzare un segnale intimidatorio.

I due non godono della fama delle “figure di spicco” in chiave malavitosa, nè risultano contigui a clan della zona, pertanto, la matrice camorristica sembra non trovare riscontro in quello che, con l’evolversi delle indagini, appare sempre di più come “il piano criminale” partorito da una coppia che ha fatto tutto da sola, probabilmente per ricalcare una vendetta o uno scopo personale.

Sulla vicenda indagano i Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli e della compagnia Poggioreale.

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