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Baby gang, attore di Gomorra punta il dito contro le istituzioni: “il problema non è una serie tv”

di / 0 Commenti / 516 Visite / 24 gennaio, 2018

Combo gommoraIl clima è teso e caldo intorno al fenomeno delle baby-gang e a finire nell’occhio del ciclone è “Gomorra”, la fiction nata da un’idea di Roberto Saviano.

Proprio uno dei protagonisti della serie, Salvatore Esposito, l’attore che interpreta Genny Savastano, giovane boss diventato un vero e proprio idolo dei giovani, attraverso la sua pagina facebook ufficiale, ha reso noto il suo pensiero in merito all’acceso dibattito in corso: “quando i giovani sono sostenuti da due basi solide ossia una famiglia sana e istituzioni presenti (che dovrebbero SEMPRE tutelare ,istruire e proteggere i giovani )sanno riconoscere il bene dal male a prescindere di ciò che vedono in TV . Se invece anche solo una di queste basi manca(come purtroppo accade da qualche anno) allora il problema non é una serie tv e DIFFIDATE di chi vi dice il contrario …”

L’attore risponde così alla seguente domanda posta dai fan: in base ai recenti fatti di cronaca avvenuti a Napoli , Milano, Verona cosa ti senti di dire? “Assoluta vicinanza alle vittime di questi IGNOBILI atti e condanno con assoluta fermezza sia chi commette questi atti vili ma anche chi volta la testa dall’altra parte.”

Nei giorni scorsi, la commissione politiche Sociali della quarta Municipalità, presieduta dal consigliere Mario Maggio, ha approvato un documento con la richiesta diretta “all’ufficio Cinema del Comune di Napoli di rifiutare le autorizzazioni alle riprese di scene per la strade della città e in particolare sulle vie della nostra circoscrizione per tutte le produzioni che hanno come tema la camorra e la criminalità organizzata. In particolare -si legge nel documento a firma di Maggio e del vicepresidente del gruppo dei Riformisti, Antonio Napolitano – vista la recrudescenza di attività criminali concomitanti con la visione della serie Gomorra”.

Intanto, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha commentato così la questione: “Sono favorevole a manifesti di una pubblicità progresso, sono stato uno dei primi ad evidenziare il pericolo di una certa emulazione nella rappresentazione cinematografica del male. Non dico che non si debbano fare fiction e film sulla camorra, ma si sta dando una narrazione davvero devastante della nostra città. Sto parlando con tanti poliziotti, carabinieri e magistrati e percepisco la loro preoccupazione”.

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