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San Giovanni a Teduccio: arrestato il capoclan Francesco Mazzarella e 8 affiliati

di / 0 Commenti / 1138 Visite / 15 febbraio, 2018

083949070-c873d435-f9b4-4e34-9df6-472ea187b378Nove persone sono state arrestate a San Giovanni a Teduccio, quartiere alle porte della periferia orientale di Napoli. Il decreto di fermo è stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli.

Tra i nomi delle persone raggiunte dal provvedimento, spicca quello di Francesco Mazzarella, 46 anni, soprannominato “‘o parente”, ritenuto al vertice dell’omonimo clan camorristico napoletano operante nel quartiere San Giovanni a Teduccio. Fermati anche Francesco Barattolo, 34 anni, Luigi Bonavolta, 25 anni, Raffaele Donadeo, 22 anni, Gaetano Limatola, 33 anni, Giovanni Ravolo, 32 anni, Ciro Russo, 57 anni, Raffaele Santaniello, 26 anni e Pasquale Troise, 36 anni. Il gip del Tribunale di Napoli ha emesso oggi, giovedì 15 febbraio, nei loro confronti, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini sono scaturite dall’omicidio di Vincenzo Di Pede, ritenuto affiliato al clan Formicola, che ha determinato una spaccatura con i Mazzarella, con i quali erano alleati, la nascita dell’alleanza tra i Formicola e il clan Rinaldi e l’avvio di violenta faida in città.

Secondo quanto emerso dalle indagini che oggi hanno portato all’arresto di nove elementi di spicco del clan Mazzarella, anche il raid che a capodanno provocò il ferimenti di un 12enne, si collocherebbe in quest’ottica. In quell’occasione, i sicari spararono in aria per intimidire un rivale ma i colpi ferirono alle gambe un innocente un bimbo di 12 anni, affacciato al balcone, che era a casa di parenti, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, per festeggiare Capodanno 2018.

Un raid – secondo quanto emerso dalle indagini – che sarebbe riconducibile alla lotta tra famiglie camorristiche della zona orientale della città tese ad accaparrarsi fette di territorio lasciato ‘libero’ dopo il mutamento degli assetti criminali frutto di scissioni, faide e arresti, in particolare di capi e gregari del clan De Micco. Il bambino sarebbe stato colpito, per sbaglio, da quattro persone armate e con il volto coperto che, in sella a due scooter, avevano preso di mira l’abitazione di un personaggio di spicco dei Rinaldi, clan alleato ai Formicola e rivale dei Mazzarella.

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