Il nuovo modo di leggere Napoli

Costi auto, a Napoli un altro primato negativo

di / 0 Commenti / 98 Visite / 27 marzo, 2018

mercato-concessionaria-auto10 Solo qualche giorno fa una ricerca aveva incoronato la Campania come regione più cara d’Italia per il mantenimento delle auto, e oggi arriva una nuova conferma di quanto costi ai nostri corregionali, e soprattutto ai napoletani, il possesso di una vettura.

Spese in salita a Napoli. Il capoluogo partenopeo conquista infatti un doppio primato: secondo le ultime rilevazioni, effettuate comparando vari dati e cifre ufficiali del Ministero dei Trasporti, Napoli è la città italiana dove circola il maggior numero di auto non regolarmente revisionate e, come negli anni passati, quella in cui l’assicurazione costa più cara, anche per gli automobilisti di età inferiore ai 24 anni, che spesso pagano premi di portata superiore ai mille euro all’anno.

Brutte notizie per gli automobilisti. Cattive notizie dunque per i possessori di auto della nostra città, costretti a far fronte a un livello di spesa per il mantenimento del proprio veicolo che non ha eguali in tutta Italia, con un costo medio che annualmente supera anche i duemila euro, tra “peso” di RC Auto, revisione, bollo e carburante per gli spostamenti. Una lista a cui vanno aggiunti i soldi necessari per gli altri interventi, come le riparazioni, le sostituzioni di componenti e il cambio di gomme.

Strategie di risparmio. Non è allora un caso che proprio i napoletani siano tra gli eShopper più dinamici d’Italia quando si tratta di comprare pezzi di ricambio per le auto e, in modo particolare, pneumatici: in base alle le stime di Euroimport Pneumatici, uno dei portali di riferimento del panorama nazionale, i partenopei sono dietro solo agli abitanti di Roma e Milano in quanto acquisti di gomme, mentre tra i prodotti spiccano le recensioni delle Michelin Crossclimate, il modello quattro stagioni creato dalla compagnia francese.

Tanti napoletani in difficoltà. L’acquisto online di ricambi per auto consente di sicuro di risparmiare rispetto ai prezzi proposti dai negozi fisici, ma per molte persone la spesa necessaria per mantenere la vettura è troppo elevata: si spiega anche così il citato primato che la Campania detiene quando si esaminano le irregolarità riferite alle revisioni, che va di pari passo al parco circolante più vecchio d’Italia. Tradotto in altri termini: in momenti di difficoltà economiche persistenti, cambiare auto è un lusso che non ci si può permettere, né si riesce a star dietro alle spese per tenere a norma i veicoli.

Impennate per le assicurazioni auto. Guardando i numeri, su base regionale la Campania conta 1.869.504 veicoli – vale a dire più del 40 per cento del totale parco circolante – che non sono in condizione “ufficiale” di circolare, e Napoli invece vince la classifica per suddivisione provinciale. Come dicevamo, la città partenopea ha conquistato anche un’altra maglia nera a tema motori, quella legata al costo delle assicurazioni che, dopo un periodo di calma apparente, sono tornate ad aumentare.

A Napoli premio doppio rispetto a Oristano. La denuncia arriva dal Codacons, che ha rilanciato l’allarme sulle nuove impennate delle tariffe Rc auto: se in Italia il costo di una polizza si aggira sui 420 euro all’anno, con un incremento del 3 per cento rispetto al dato di dicembre 2017, al Sud la spesa lievita in maniera sostanziosa. A Napoli, per l’appunto, si riscontra il livello più alto, con un premio medio di 636,9 euro, ovvero più del doppio di quello pagato da un automobilista residente a Oristano, la città più economica d’Italia per questo valore (296,6 euro).

Quasi mille euro per un neopatentato. Ancora peggio va ai neopatentati partenopei: un 18enne napoletano che voglia assicurare la propria vettura deve mettere in conto una spesa di poco inferiore ai mille euro soltanto per l’assicurazione (968 euro), anche se – volendo vedere il “bicchiere mezzo pieno” – in questo caso la nostra città è “soltanto” terza in Italia, visto che nelle province di Pistoia e Prato si sfora addirittura la soglia dei 1100 euro all’anno.

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