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“Gala d’oro dello sport” a Ponticelli, i cittadini: “Basta passerelle, vogliamo aiuti concreti”

di / 0 Commenti / 157 Visite / 19 maggio, 2018

pastena-rione-dei-gasperi-02Non è passato di certo inosservato agli occhi dei cittadini il dispiego di forze dell’ordine e il trambusto necessario per assicurare la buona riuscita della prima edizione del “Gala d’oro dello sport”, svoltosi durante il tardo pomeriggio di venerdì 18 maggio al cine-teatro “Pierrot” di Ponticelli per premiare chi ha dimostrato vicinanza alle periferie napoletane attraverso lo sport, il terzo settore, il giornalismo e lo spettacolo. Tra i premiati vari campioni olimpionici ed artisti, oltre a tante cooperative sociali che hanno ricevuto l’onorificenza per la loro attività sul territorio.

Alla serata sono intervenuti il vice presidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, gli assessori comunali di Napoli Roberta Gaeta e Ciro Borriello, il questore Antonio De Iesu e il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli.

Ad inviperire i cittadini, in particolar modo gli abitanti del Rione de Gasperi, è stata proprio la presenza delle istituzioni che hanno stanziato ad una manciata di passi dal rione che versa in condizioni più critiche dell’intero quartiere, – se non dell’intera città – per dare luogo a quella che i residenti in zona definiscono “la solita passerella, uno spot fatto di retorica, ma non di volontà concrete: basta vedere lo stato di degrado ed incuria in cui versa il rione per rendersi conto di come e quanto siamo abbandonati, su tutti i fronti. E loro vengono qua a fare gli spettacoli!”

Le circa 60 case ancora da assegnare, a breve, dovrebbero essere consegnate, mettendo fine all’incubo e ai disagi di chi avrà la fortuna di dirottare nel nuovo rione, ma sono ancora tante le famiglie condannate a vivere lì, seppure aventi diritto ad un alloggio popolare e che chiedono a gran voce degli interventi celeri da parte delle istituzioni, perchè stanchi di fronteggiare i disagi e lo stato di degrado ed invivibilità che abbonda nel rione di edilizia popolare edificato nel secondo dopoguerra e che avrebbe dovuto fungere da soluzione abitativa “temporanea” per le famiglie a basso reddito. Invece, in quel rione c’è chi è morto sognando di vedersi assegnare una casa degna di definirsi tale e chi, malgrado la giovane età, si sta rassegnando all’idea di andare incontro allo stesso destino, dividendo quel contesto fatto di tubature datate e mura fatiscenti, con topi, blatte e molte altre criticità.

“E‘ importante che vengano svolta delle manifestazioni così importanti nel nostro quartiere – spiegano i residenti in zona – ma fa davvero molta rabbia vedere queste persone che anche noi contribuiamo a pagare, venire nel nostro quartiere a “godersi gli spettacoli”, quando a pochi metri dal Pierrot ci siamo noi, ovvero, quelle persone che da anni inviano quotidianamente segnalazioni e richieste di aiuto al Comune, alla Municipalità, alla Napoli Servizi, a chiunque possa intervenire per darci una mano. E sia chiaro non gli stiamo chiedendo “un piacere”: è un diritto di ogni cittadino vivere nella civiltà, è un dovere di chi governa assicurare a ogni cittadino questo diritto. Un diritto violato da anni in questo rione. Non pretendiamo niente di più di quello che ci spetta: vivere in condizioni dignitose e decorose, oltre che decenti dal punto di vista igienico-sanitario. E’ una vergogna che siano venuti fin qui, impiegando tra l’altro tutti quei vigili e forze dell’ordine, senza nemmeno degnarci di considerazione. Ci sentiamo presi in giro e mancati di rispetto. Sappiamo che le case non ancora occupate del nuovo rione verranno assegnate, ma nessuno si è ancora preso il disturbo di far sapere a chi continuerà ad abitare nel vecchio rione a cosa andrà incontro. L’estate scorsa l’assessore Borriello, presente alla manifestazione di ieri, è stato nel rione e ha tenuto un incontro con gli abitanti delle “case murate” – gli edifici che rientrano nel piano di abbattimento – ma il comune continua ad ignorare che nel rione ci sono 28 isolati e sono tante le famiglie con i requisiti necessari per ottenere un alloggio popolare, ma che non si vedranno assegnare una casa, perchè vivono in isolati che non rientrano nel piano di abbattimento. Vi sembra giusto? Il diritto alla casa è di tutti e dovrebbe essere garantito a tutti, ma nel Rione De Gasperi, purtroppo, non è così.

Stamane, inoltre, il rione è stato svegliato dall’intervento di manutenzione della Napoli Servizi, invocato da mesi attraverso decine e decine di segnalazioni, necessario per diserbare alcune aree sopraffatte dall’erba incolta.
Come dobbiamo interpretare questo gesto? E’ un segnale che vuole farci capire che c’è la volontà di intervenire per correre ai ripari e migliorare la vivibilità di questo luogo o è “un contentino”?
Ci teniamo a far sapere a coloro che hanno partecipato alla manifestazione di ieri che, oggi, per le persone disagiate di Ponticelli non è cambiato niente, anzi… c’è solo molta più rabbia ed amarezza.”

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