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19 settembre: VII edizione di “Buon compleanno Gianca'”, festa in ricordo del giornalista ucciso dalla camorra organizzata da “studenti contro la camorra”

di / 0 Commenti / 123 Visite / 18 settembre, 2018

buon-compleanno-gianca“Ragazzi, molto spesso bambini, già inseriti in un giro di droga. Per loro quale futuro? (…) E nella provincia il malessere, il degrado, l’abbandono sono sempre più acuti.” Così scriveva Giancarlo Siani sul Mattino, a proposito dei “muschilli”, minorenni usati come corrieri della droga dai clan.

Era il 22 settembre 1985, trent’anni prima che si iniziasse a parlare di baby gang e di paranza dei bambini.

Era il 22 settembre 1985 e quello era il suo ultimo articolo.

La sera dopo, Giancarlo Siani viene crivellato di colpi sotto casa, mentre è ancora al volante della sua Mehari. Ha appena compiuto ventisei anni.

L’esecuzione porta la firma del clan Nuvoletta.

Sono passati trentatré anni da quella sera di settembre, ma le ingiustizie che Giancarlo ha denunciato fino all’ultimo giorno della sua vita non sono cambiate di tanto.

Così come non è cambiata la voglia di ricordarlo, di continuare a dare voce a chi ha pagato con la vita il suo essere una voce scomoda.

E’ con questo intento che nasce ” BUON COMPLEANNO GIANCA’ “, iniziativa promossa dall’associazione STUDENTI CONTRO LA CAMORRA, che ormai da sette anni, il 19 settembre, giorno del compleanno di Giancarlo Siani organizza una festa di compleanno in sua memoria, quest’anno in collaborazione con l’ass. AGISCO di Roma.

Un’iniziativa che rompe un po’ il tradizionale rituale della commemorazione delle vittime di mafia, che in genere avviene nel giorno della loro morte.

Ricordare Giancarlo nel giorno del suo compleanno significa affermare che sul piatto della bilancia la vita ha un peso maggiore della morte, che Giancarlo continua a vivere e ad essere d’esempio per chi ha sete di giustizia.

Che non è mai morto perché non muore mai chi si batte per la verità.

La convinzione è che per combattere la criminalità organizzata sia necessario ricordare coloro che hanno combattuto prima di noi e ripartire da dove sono arrivati loro.

L’appuntamento è quindi fissato per mercoledì 19 settembre alle ore 16,30 al Centro Direzionale, Torre Francesco, davanti alla nuova sede della redazione del Il Mattino, con tutti coloro che vogliono ricordare Giancarlo.

Ma le iniziative organizzate da STUDENTI CONTRO LA CAMORRA per questo mese di settembre non finiscono qui. Ancora oggi sono tanti i giornalisti che, come Giancarlo Siani, pagano per il loro essere una voce scomoda. Una di queste voci scomode è Federica Angeli, giornalista romana de La Repubblica, dal luglio del 2003 costretta a vivere sotto scorta a causa delle minacce ricevute dal clan Spada di Ostia, in seguito alle sue inchieste sul legame tra i vari gruppi della criminalità organizzata di Ostia e la pubblica amministrazione.  La vita sotto scorta di Federica Angeli è stata raccontata dagli scatti di Greta Bartolini, giovane fotoreporter toscana, che ha deciso poi di raccoglierli nel libro “Sotto vita”.

Saranno proprio questi scatti ad essere esposti al PAN dal 20 al 26 settembre, nella mostra “14 – PER CHI LOTTA” curata da STUDENTI CONTRO LA CAMORRA, in collaborazione con l’ass. AGISCO, all’interno della  IV edizione di “Imbavagliati – il festival internazionale del giornalismo civile”.
” 14 – per chi lotta è la storia di una donna, una storia di coraggio, la storia di Federica Angeli.

Federica è una giornalista, una giornalista sotto scorta a causa delle minacce subite dal Clan Spada a seguito delle sue inchieste.

Federica è una donna che non si è fermata di fronte alle difficoltà, una donna che lavora, vive, respira per la verità perché questo significa essere giornalista e non ci sono minacce che tengano.

14 – per chi lotta è il modo con cui la fotoreporter Greta Bartolini racconta la vita sotto scorta di Federica, è la volontà di far sì che la battaglia di Federica sia vista, conosciuta, capita, che la battaglia di Federica divenga la battaglia di tutti.

Due iniziative, quindi, attraverso le quali l’associazione STUDENTI CONTRO LA CAMORRA vuole raccontare cosa significa essere un giornalista scomodo, cosa significa avere il coraggio di raccontare la realtà, proprio come faceva Giancarlo Siani.

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