Il nuovo modo di leggere Napoli

Arrestato il sindaco di Riace per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

di / 0 Commenti / 78 Visite / 2 ottobre, 2018

photo-cesare-abbate_2-1170x460La visita di Salvini a Napoli per discutere dell’emergenza criminalità e la notizia dell’ arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, diventato un simbolo dell’accoglienza per i migranti, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti: è iniziata così la giornata di martedì 2 ottobre.

Il sindaco di Riace è stato arrestato dalla guardia di finanza, nell’ambito di un’operazione denominata ‘Xenia, in seguito alle indagini coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. L’inchiesta era partita su segnalazione della prefettura di Reggio Calabria, in seguito a un’ispezione conclusasi con esito negativo, tuttavia un secondo controllo, aveva completamente ribaltato l’esito del precedente e si era concluso con una valutazione estremamente positiva, che esaltava il modello Riace.

Al centro delle contestazioni, due strumenti – le borse lavoro e i bonus – con cui in paese si ovviava ai ritardi nell’erogazione dei fondi e si strutturava un modello diverso di accoglienza e integrazione. Di quelle accuse, si evince dal provvedimento del gip, nel provvedimento cautelare non è rimasto nulla. Ma le indagini della guardia di finanza avrebbero invece portato alla luce le forzature, a detta dei magistrati, fatte da Lucano nella concessione di documenti e nell’affidamento della raccolta rifiuti.

A Riace i migranti sono ospitati nelle case disabitate del paese, concesse loro in comodato d’uso gratuito, e i soldi stanziati dal ministero vengono girati a cooperative, di cui fanno parte migranti e riacesi, che danno la possibilità a profughi e richiedenti asilo di imparare un mestiere tramite ‘borse lavoro’, che assicurano loro un piccolo stipendio.

I ‘bonus’ – una sorta di buoni che possono essere usati negli esercizi commerciali convenzionati – servono invece per consentire agli ospiti del sistema Riace di fare acquisti e provvedere personalmente alla gestione dell’economia domestica. Nel tempo, di tale sistema, hanno spesso beneficiato non solo profughi e richiedenti asilo inseriti nei progetti Sprar, ma anche molti di loro che, al termine del programma, hanno deciso di rimanere a Riace per costruirsi una nuova vita.

Al sindaco e alla compagna, Tesfahun Lemlem, destinataria di un divieto di dimora, si contesta di aver forzato le procedure per permettere ad alcune ragazze di restare in Italia, attraverso matrimoni di comodo. Allo stato attuale non è dato sapere quanti siano gli episodi contestati. Nella nota del procuratore di Locri Luigi D’Alessio, si fa riferimento ad un’unica conversazione durante la quale Lucano parla della possibilità di far sposare una ragazza nigeriana, cui era stato negato l’asilo, per permetterle di rimanere in Italia. Non è stato reso noto se il matrimonio sia stato celebrato e se e in che misura ci siano altri casi. La seconda contestazione mossa al sindaco riguarda invece l’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti alle due cooperative sociali nate a Riace per dare lavoro a riacesi e migranti. Per i magistrati, si tratterebbe di un fraudolento affidamento diretto dell’appalto, disposto in deroga alle norme che obbligano ad una gara e a coop non inserite nel registro regionale di settore.

L’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di quella Riace modello d’integrazione possibile, è un pugno allo stomaco per chi come noi lotta per i valori di accoglienza e umanità. Mimmo doveva essere nostro ospite venerdì all’incontro ‘Riace – Catania – Roma. L’Italia che lotta per accogliere’, per dare il suo contributo al dibattito e raccontare la sua esperienza, un’esperienza di cuore in un’Italia che è spinta all’odio per meri fini politici. Siamo in contatto in queste ore coi suoi avvocati per capire cosa stia accadendo, nel frattempo a nome del Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli esprimiamo a Mimmo la nostra incondizionata solidarietà”.
Lo afferma Maurizio Del Bufalo, presidente del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.
Chiamiamo tutti i napoletani a raccolta: venerdì sera saremo a Piazza Forcella (via Vicaria Vecchia) alle 19.30 per stringerci intorno a Mimmo e tutti quelli che nel mondo si battono per i diritti umani
Venerdì 5 ottobre avremo l’occasione di discutere anche di questo caso con l’ASGI Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione”.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)