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La tricopigmentazione è davvero un valido trattamento anti-calvizia?

di / 0 Commenti / 581 Visite / 23 ottobre, 2018

tricopigmentazione-05La perdita di capelli è l’ossessione di molti uomini: qualcuno riesce a convivere pacificamente con l’idea di non accarezzare una folta chioma, altri lo vivono come un vero e proprio dramma, rifugiandosi negli escamotage più bizzarri per frenare le stempiature che avanzano.

Nella storia e nella mitologia, i riferimenti ai capelli come sede di forza, di energia, di fertilità e virilità sono innumerevoli e rappresentano un tema assai ricorrente. Per varie ragioni, secondo quanto emerso da recenti studi in materia, la perdita dei capelli viene inconsciamente vissuta dal maschio come perdita di virilità o castrazione e rischia di comportare gravi turbamenti di carattere psicologico.

Per questa ragione molti esperti del settore dell’estetica hanno concentrato la loro attenzione sulla ricerca di trattamenti in grado di rappresentare un valido antidoto alla caduta dei capelli: nasce la tricopigmentazione. 

Una soluzione sempre più in voga negli ultimi tempi e in grado di fornire una risposta a tutti gli uomini che hanno problemi di calvizie e di capelli in generale.

Si tratta di un vero e proprio trattamento innovativo che si basa sull’utilizzo di pigmenti di colore da inserirsi, con apposito macchinario e tramite tecniche professionali. I pigmenti vengono inseriti direttamente sotto pelle, nei primi strati del derma per generare un effetto duraturo. Sotto l’aspetto strettamente tecnico la tricopigmentazione è una soluzione che consente di coprire la calvizie e in generale la perdita dei capelli. Un trattamento che rientra nel novero del trucco semipermanente e che ne ricalca fedelmente il meccanismo.

Un principio pressoché similare a quello che si applica nella realizzazione dei tatuaggi per i quali si va a inserire il colore direttamente sotto la pelle così da garantire risultati permanenti. Nella tricopigmentazione i pigmenti di colore sono posti in strati superficiali e, di conseguenza, il risultato non è permanente ma tende ad essere riassorbito dalla pelle dopo alcuni mesi.

Con una tecnica di questo tipo si vanno letteralmente a ridisegnare i capelli perduti e mancanti. Il tutto utilizzando un colore che sia il medesimo di quello dei capelli del paziente così da dare vita ad un effetto assolutamente naturale.

La tricopigmentazione è reversibile in quanto, come detto, non è permanente; anallergica poiché utilizza pigmenti di colore ipoallergenici; e bio-compatibile.

Un trattamento all’avanguardia, dunque, con il quale si vanno a ridisegnare sul cuoio capelluto i capelli persi mascherando calvizie, alopecia o altri inestetismi.

Nel concreto si va a creare una sorta di illusione ottica. Si simula la presenza di capelli in quelle zone nelle quali, invece, non ci sono più.

La tricopigmentazione è davvero un valido trattamento anti-calvizia?

Mediamente un trattamento di tricopigmentazione eseguito in modo corretto, affidandosi ad un professionista con esperienza, può durare dai 12 ai 18 mesi. Dopo questo periodo è necessario effettuare un nuovo trattamento questa volta meno invasivo, finalizzato esclusivamente a richiamare il colore che è andato a sbiadire.

In sostanza, si tratta di un nuovo trattamento che seguita a collezionare proseliti e successi, entrando di diritto tra i must più gettonati del campo dell’estetica. Senza alcun dubbio, la tricopigmentazione dei capelli rappresenta una soluzione in più per aiutare tutti quegli uomini che abbiano problemi di perdita di capelli, calvizie, alopecia e che siano alla ricerca di trattamenti efficaci.

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