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VIDEO-Calcio a 5: semifinale di Coppa Italia “scippata” al Napoli da una sentenza che fa discutere

by / 0 Comments / 36 View / 26 marzo, 2019

ddedc828-5f3e-4897-89c0-14b688928ff0 Una semifinale di coppa Italia scippata da una sentenza assurda, quella che i nostri ragazzi hanno conquistato con merito sul campo, privando loro di un palcoscenico di prestigio. Il Napoli Calcio a 5 ha scelto la linea del silenzio in questi giorni, nel rispetto di chi, a torto o a ragione (per noi a torto), doveva comunque giocarsi una partita importante. Nell’unico comunicato emesso non abbiamo mai accusato la Feldi Eboli, ma chi non ha segnalato, secondo quando prevede il regolamento Fifa, la squalifica di Salas alla Federazione Paraguaiana. Il patron Ciro Veneruso ha aspettato, per rispetto delle protagoniste, prima di dire la sua verità: “Questa non è stata una sentenza di giustizia sportiva. E non aggiungo altro, a buon intenditore poche parole. Io non ho mai fatto parte e mai farò parte di queste ideologie in quanto sono cresciuto con princìpi completamente diversi. Al termine della gara ho purtroppo constatato la falsità di un presidente che per 5 minuti mi ha abbracciato, fatto i complimenti. Prima in forma di dialogo personale e poi addirittura in una intervista dove il sottoscritto, invece, ne aveva esaltato le doti e le qualità da trascinatore di una piazza con una grande tifoseria come Eboli. Invitandolo anche a mangiare una pizza insieme con entrambi i club per il prestigio che le nostre società stavano dando al futsal campano”.

E Veneruso sottolinea anche tutti gli aspetti del pre e post partita: “I nostri e i loro dirigenti erano in un clima di cordialità, sfottò, amicizia, prima del fischio d’inizio. E ancora più triste è stata la scena finale con ulteriori falsi complimenti a tutti i nostri giocatori, al nostro staff per moltissimi minuti, sottolineando la qualità delle due squadre, lo spettacolo offerto. Ed invece tutti erano a conoscenza del ricorso. Già stampato e consegnato alle 20.20. Gli unici a non saperlo erano i giocatori e solo a loro resta il mio applauso. Le parole sono ferite più importanti delle regole che ci hanno accusato di non rispettare. Nessuno avrebbe fatto alcuna considerazione alla società Feldi Eboli se il loro atteggiamento immediato al triplice fischio di chiusura fosse stato da uomini veri e non da quaquaraquà. Avremmo accettato, condivisibile o meno, la scelta di aver studiato notte e giorno la possibilità di ottenere la vittoria anche attraverso il mezzo che hanno usato. D’altronde chi non sogna di arrivare alle semifinali con un 6 a 0 a tavolino?  Ma resta legittima la posizione di avvalersi di un nostro presunto errore senza quelle scenate finte e ipocrite.

Ed invece, a quanto pare, la loro goduria è stata proprio quella. Abbiamo vissuto attraverso la loro triste Area Comunicazione, di un livello bassissimo, con l’avallo evidentemente del club e dopo la sentenza del giudice sportivo, l’esaltazione per due giorni di una vittoria di “segreteria”. Con continui post di tripudio sui social per aver vinto una gara a tavolino. Addirittura, un allenatore che dovrebbe solo occuparsi delle vicende del campo, anche lui a conoscenza del ricorso, che su facebook ha esaltato la società per una vittoria decretata da un giudice sportivo. Per due giorni hanno mancato di rispetto a coloro che sono poi i veri protagonisti, i giocatori, i quali hanno vissuto un dramma sportivo e sulla cui pelle hanno gongolato, parlando di fegati spappolati per la qualificazione della società ebolitana. Me la sono legata al dito”.

E il patron ricorda a tutti le norme scritte e spiegate benissimo: “A chi ci definisce polli, rispondiamo con le regole che conosciamo. E la squalifica di Salas era scontata in Paraguay, ma hanno fatto finta di non voler vedere. I complimenti falsi e tutto quello che abbiamo subìto in questi due giorni mi stavano spingendo ad una soluzione estrema. Invece chiederò ai miei ragazzi di riversare tutta la rabbia agonistica sul campo per batterli la terza volta tra due settimane e per provare a portare a Napoli e alla Campania, solo quella che ci rispetta, un titolo. Il mio unico augurio per il prosieguo del campionato è per i giocatori della Feldi Eboli, tutto il resto non esiste. Con noi ha chiuso. A differenza degli ipocriti, i miei complimenti sono sinceri, perché sono innamorato di questa terra in tutte le sue forme ed in tutti i suoi colori e quando una squadra campana vince sul campo ne sono orgoglioso. A chi ci accusa di essere stati disonesti schierando un tesserato squalificato, rifacendosi alla sentenza di giustizia sportiva che Salas ha avuto comminata in Italia con l’Alma Salerno invitiamo ancora una volta a leggere bene il

REGOLAMENTO FIFA SULLO STATUS E I TRASFERIMENTI INTERNAZIONALI DEI CALCIATORI ed in particolare l’ Articolo 12 – Applicazione delle sanzioni disciplinari. Le sanzioni disciplinari irrogate ad un calciatore prima che abbia luogo il trasferimento devono essere applicate dalla nuova Federazione per la quale il calciatore è tesserato. Al momento del rilascio del CTI, la Federazione precedente ha l’obbligo di notificare per iscritto alla Nuova Federazione tutte le sanzioni per iscritto. E l’articolo 6 comma 4 sui provvedimenti disciplinari: Qualsiasi sospensione di carattere disciplinare irrogata ad un giocatore prima di un trasferimento deve essere imposta e applicata dalla Federazione con la quale il giocatore è tesserato. Al momento di emettere il IFTC quindi, la Federazione di provenienza è tenuta a notificare per iscritto qualsiasi sanzione in corso alla nuova Federazione.

E’ evidente che ci sia una omissione di controllo da parte della Federazione e che nessuno abbia segnalato la squalifica di Salas ed è per questa ragione che andremo al Tar e al Collegio di Garanzia dello sport del Coni chiedendo un risarcimento danni a tutela della nostra immagine e degli sponsor che ci sono vicini. Sono fiero di essere da anni a sostegno del Napoli Calcio a 5 e invito tutti i tifosi a starci accanto nella prossime sfide a Villaricca che ci possono regalare un buon piazzamento play off. Ora più che mai dobbiamo portare in alto il nome del Lollo Caffè Napoli”.

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