Il nuovo modo di leggere Napoli

Il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli per le commemorazioni del 25 aprile

di / 0 Commenti / 117 Visite / 22 aprile, 2019

le-quattro-giornate-di-napo L’anniversario della liberazione d’Italia è la festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile, data in cui, nel 1945, la nazione fu liberata dal dominio delle truppe nazifasciste.

È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

Anche Napoli celebra la Festa della Liberazione dal regime nazifascista e la fine della Seconda Guerra Mondiale, un avvenimento di grande valore storico per il nostro Paese e per il capoluogo partenopeo.

Seppure i partenopei ottennero la liberazione ben prima, dal 27 al 30 Settembre del 1943 in seguito alle cosiddette Quattro Giornate di Napoli, quattro giornate di coraggiosa battaglia in cui semplici cittadini con coraggio e determinazione, lottarono e cacciarono via le truppe naziste.

Quando, il primo ottobre, gli Alleati fecero il loro ingresso in città, la trovarono sì devastata, ma già liberata: Napoli divenne così la prima città in tutta l’Europa occupata a cacciare via i soldati del Reich.

La nostra città è stata la più colpita della penisola per quanto riguarda i bombardamenti. Interi quartieri vennero rasi al suolo e intaccarono per sempre il ricco patrimonio storico-artistico della città.

Ingenti furono i danni alla chiesa di Monteoliveto, al complesso dei Girolamini, alla chiesa dei Santi Severino e Sossio, la chiesa del Carmine vide distrutto il suo fantastico soffitto ligneo, la chiesa del Gesù Nuovo addirittura conserva una capsula di una bomba inesplosa.

Come narra una celebre canzone, la chiesa di Santa Chiara, uno dei simboli di Napoli nel mondo, fu ridotta ad un cumulo di macerie.

Da allora la distruzione del monastero di Santa Chiara diventò il simbolo di un Paese devastato nel fisico e negli affetti più cari. Successivamente, la chiesa è stata ricostruita sul disegno originale.

In quei concitati momenti di battaglia, i napoletani trovarono rifugio nelle tante cavità sotterranee. Nella Galleria Borbonica, nel percorso della Napoli Sotterranea e al Museo del sottosuolo sono stati ritrovati oggetti d’uso quotidiano, giocattoli, scritte sui muri, che raccontano le storie di uomini e donne che hanno vissuto giorni di angoscia e di incertezza sotto l’assedio delle bombe.

Il programma delle celebrazioni ufficiali del 25 aprile a Napoli prevede la deposizione di corone d’alloro al Mausoleo di Posillipo e in Piazza Carità presso la Stele in memoria di Salvo d’Acquisto.

Il occasione del 74° anniversario della Liberazione Napoli avrà due momenti di commemorazione. Oltre alle cerimonie istituzionali. Una con le cariche istituzionali locali, alla quale prenderà parte anche il presidente della Camera, Roberto Fico. Appuntamento alle 10.15 al Mausoleo di Posillipo. Dopo la deposizione delle corone di fiori ai caduti in piazza Salvo d’Acquisto.

Delle manifestazioni, quella organizzata dalla sezione territoriale dell’Anpi, vedrà partire un corteo proprio da piazza Salvo D’Acquisto. Nell’invitare i cittadini a partecipare alla manifestazione l’Anpi ha lanciato «un appello alla sensibilità democratica dei cittadini napoletani che credono nei valori della Costituzione, dell’antifascismo, della democrazia e della solidarietà, per contrastare la violazione di principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale». Al corteo, che prenderà il via dopo la cerimonia pubblica, hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Arci e Libera.

L’altra manifestazione, promossa dai movimenti che aderiscono all’Assemblea di Macerata, ha ricevuto l’adesione, tra le altre, di realtà come l’associazione “La Comune”, l’associazione antirazzista interetnica “3 febbraio”, il centro sociale Ex Canapificio di Caserta, l’associazione Sri Lanka Napoli. Dopo il presidio alle 10 in piazza del Gesù avrà luogo un’assemblea pubblica alle 12. A seguire un “pranzo solidale”.

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