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17 maggio: Gnut in concerto allo Zoo di Napoli per “Arte in Gabbia”

di / 0 Commenti / 31 Visite / 3 maggio, 2019

gnut-copertina-evento Lo Zoo di Napoli dà inizio alla nuova rassegna Arte in Gabbia in un orario di apertura inedito (18:00/22:00). La manifestazione vedrà per la prima volta utilizzare le vecchie gabbie delle tigri, come palcoscenico artistico. Infatti gli spazi obsoleti da anni e non più utilizzati dall’arrivo della nuova gestione, che ha spostato gli esemplari in exhibit di nuova concezione, molto più ampi e adatti alle loro esigenze, si prestano a nuovi scenari. A vivere le gabbie questa volta, saranno gli uomini, attraverso la loro forma espressiva più nobile: l’arte! Gli artisti, si esibiranno direttamente all’interno delle gabbie, mettendosi in gioco per ribaltare l’ordinario, in un progetto artististico inedito che fa dell’uomo la vera attrazione, e gli spazi che nel passato furono definiti “gabbie della vergogna”, si tramutaremo in exhibit d’arte.
Gnut, con quattro nuovi brani, sarà il primo artista a dar vita e voce a questo progetto, esibendosi il 17 Maggio alle 19:00 di fronte all’ampia platea che assisterà all’evento accolta nello scenario naturale di uno dei più grandi prati del parco, mentre all’interno delle gabbie storiche risalenti agli anni ’40, un live acustico studiato in ogni dettaglio per rispettare le esigenze etologiche degli animali del parco, darà vita al progetto.

Dietro il progetto Gnut si cela Claudio Domestico, una tra le migliori voci del cantautorato contemporaneo. Attivo dal 2008, dopo varie pubblicazioni in Italia, tra cui l’album “Rumore della Luce” (2009), prodotto da Piers Faccini, per la prima volta Gnut varca i confini nazionali con “Hear My Voice“, distribuito in formato fisico (vinile 12” edizione limitata) in Francia ed Inghilterra. Questi quattro nuovi brani sono stati scritti dal poeta Alessio Sollo e GNUT e cantati in napoletano. La voce di Gnut ben si sposa a questi brani, una voce familiare al cantautorato napoletano ma con un timbro moderno che rimanda ad Elliot Smith e Bon Iver.

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