Il nuovo modo di leggere Napoli

Sabato 15 e domenica 16 giugno: “La bella addormentata nel bosco” al Museo del Sottosuolo

di / 0 Commenti / 35 Visite / 12 giugno, 2019

61219460_2262226753800437_7357896985187188736_oIl 15-16 Giugno Il Demiurgo e Il Museo del Sottosuolo rinnovano il proprio sodalizio, e dopo il successo delle fortunate messe in scena di Moby Dick e Sherlock Holmes presentano al pubblico un versione allegra, creativa, originale ed emozionante della fiaba “La Bella Addormentata nel Bosco”. Ancora una volta la sfida è quella di raccontare storie nuove e avvincenti, che partano da testi conosciuti per diventare qualcosa di diverso e innovativo, storie che si raccontano al pubblico profittando di una suggestione emotiva unica al Mondo: quella offerta dalla cornice mozzafiato de Il Museo del Sottosuolo, piccola oasi d’arte e cultura fiorita a 25 metri sottoterra, nel ventre della città.

Quando la strega Malefica non viene invitata al battesimo della neonata principessa Aurora, lancia una maledizione che promette la morte della piccina entro il suo 16esimo compleanno. Tre fate bizzarre con l’aiuto di un un principe bellissimo dovranno salvare la principessa Aurora dalla maledizione del sonno eterno…

La rivisitazione della favola de La Bella Addormentata, classico della tradizione Europea, operata dal demiurgo è realizzata in una chiave poetica e brillante, ricca di humor, dal ritmo serrato e coinvolgente. Lo spettacolo è adatto ai “bambini” di ogni età.

Il museo del Sottosuolo di Napoli è un luogo altamente suggestivo dove si condensano anni e anni di storia. Napoli è la città partorita dalle sue stesse viscere: si cominciò a scavare in epoca greca estraendo il tufo con il quale la città fu cinta di mastodontiche mura, i Greci costruirono nel sottosuolo L’Acquedotto della Bolla e lasciarono ipogei con affreschi di mirabile bellezza. I Romani ampliarono le mura, scavarono nella collina di Posillipo due viadotti e con l’Acquedotto Augusteo portarono a Napoli le acque del Serino. I primi Cristiani scavarono le Catacombe con affreschi e mosaici. In epoca di conflitti bellici la cavità a 25 metri sottoterra di Piazza Cavour 140 rappresentò un rifugio per i napoletani in fuga dall’inferno delle bombe che minacciavano la superficie. Il sottosuolo napoletano, divenendo un vero e proprio rifugio antiaereo,  ha ospitato per anni migliaia e migliaia di persone che si sono amate, odiate, sposate, che hanno condiviso passioni politiche, idee e addirittura nascite e morti. Lo spesso tufo di cui sono formate le antiche cisterne, durante la seconda Guerra Mondiale, salvò migliaia di vite umane.

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