Il nuovo modo di leggere Napoli

Ai Tiempi ro Barone: in Irpinia rivivono gli antichi fasti del Barone assassinato per contrastare lo Ius Primae Noctis

di / 0 Commenti / 147 Visite / 14 giugno, 2019

locandina_7L’arte, lo spettacolo, la storia e la leggenda si fondono in occasione di “Ai Tiempi ro Barone – Zamagna Dies“, evento in cui riaprono le porte dello splendido Palazzo Baronale di Prata Principato Ultra, rivivendo gli antichi fasti dei tempi del Barone Zamagna. Noto alle cronache per aver visto nelle proprie stanze l’assassinio del suo proprietario, il Palazzo Baronale che fu della famiglia Zamagna, originaria della croata Dubrovnik, figura di spicco dell’aristocrazia pratese a cui simbolicamente l’evento si lega, torna a risplendere il 21, 22 e 23 giugno.

E lo fa in grande stile, attraverso la sesta edizione dell’evento promosso dal Comune di Prata Principato Ultra e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Programma Regionale di eventi per la promozione turistica e la valorizzazione culturale dei territori, con la direzione artistica di Roberto D’Agnese e con il supporto della pluriennale esperienza dell’associazione Panta Rei.

Dal 21 al 23 giugno il centro storico sarà protagonista, insieme alla tradizione e alle eccellenze enogastronomiche del territorio, con la figura centrale del Barone Savino Zamagna, la cui figura riecheggia all’interno del Palazzo Baronale insieme alla storia della sua tragica fine. È proprio in questo Palazzo, infatti, che il barone trovò la morte, in una notte in cui – come sua abitudine – volle esercitare lo Ius primae noctis, famigerato diritto del Signore feudatario di giacere la prima notte con la sposa di un proprio sottomesso. Zamagna venne ucciso da Gianlorenzo la Monica per difendere la giovane nuora dall’arcaica abitudine feudale, travestendosi da sposa ed aspettando il barone nel talamo nuziale e pugnalandolo a tradimento.

E proprio nelle stanze del Palazzo si ripeteranno – grazie alle esibizioni della compagnia teatrale La Fermata – scene della vita aristocratica dell’epoca, nonché il tragico momento dell’uccisione del Barone. “Ai Tiempi ro Barone – Zamagna Dies” comincerà venerdì 21 giugno alle ore 20.30 con il concerto dei Beta Folk 2.0 e, a seguire, straordinaria esibizione di Mujura e Voci del Sud dirette da Eugenio Bennato. Nel salone del Palazzo Danza dell’800 e Danze di Playford del 600 a cura dell’associazione Il Contrapasso e la compagnia teatrale La Fermata. Sabato 22 giugno dalle ore 16 le visite guidate a cura di Marcello Freda (su prenotazione al numero 3317607384) al Palazzo Baronale e alle Catacombe Paleocristiane dell’Annunziata. Alle 20,30 concerto delle Mulieres Garganiche e, alle ore 22, protagonista la musica salentina di Officina Zoè. Nel salone del Palazzo Danza dell’800 e Danze di Playford del 600 a cura dell’associazione Il ContrapassoNoisy Sax e la compagnia teatrale La FermataDomenica 23 giugno alle ore 12 visite guidate a cura di Marcello Freda (su prenotazione al numero 3317607384) al Palazzo Baronale, alla Basilica e alle Catacombe Paleocristiane dell’Annunziata; alle ore 13 passeggiata storica nell’antico borgo di Prata e, alle ore 13,30, Pranzo del Barone al Palazzo (su prenotazione al numero 3343171913), convivio etnogastronomico di sapori locali, in compagnia del Barone Zamagna e della sua corte. Alle ore 16 ancora visite guidate a cura di Marcello Freda (su prenotazione al numero 3317607384) al Palazzo Baronale e alle Catacombe Paleocristiane dell’Annunziata; alle ore 17 incontro “Il ruolo della Donna nelle credenze popolari” a cura di Michele Miscia. Alle ore 21 Musiche DiDeatrombe egizianespettacolo di hang e, nel salone del Palazzo, Danza dell’800 e Danze di Playford del 600 a cura dell’associazione Il Contrapasso e la compagnia teatrale La Fermata.

“Siamo giunti a nuova edizione di quella che possiamo definire una vera e propria festa per Prata Principato Ultra e non solo – afferma Luigi Tenneriello, presidente dell’associazione Panta Rei -. Sarà un’edizione ricca di novità, che vedrà il coinvolgimento di nuovi spazi e di un grandissimo cast artistico. Un evento che, nonostante la giovane età, sta crescendo esponenzialmente, come vediamo anche dalla grande richiesta da parte di artigiani ed espositori di entrare a far parte di questa manifestazione, resa possibile grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Panta Rei e, naturalmente, grazie alla Regione Campania che ha scelto di credere nel nostro progetto. L’evento non solo vuole valorizzare il territorio promuovendo Prata con le proprie bellezze storiche ed architettoniche, la sua gastronomia e storicità, ma che vuole anche trasferire un valore sociale affinché i diritti delle donne siano rispettati quanto quelli degli uomini. L’evento prende infatti spunto dallo “Ius primae noctis” che, posposto ai giorni nostri, viene utilizzato quale spunto per porre l’attenzione sulla condizione femminile nella società odierna, sulle ingiustizie e le discriminazioni che purtroppo esistono e che non sono più tollerabili”.

“E’ fondamentale far rivivere i luoghi della cultura sul nostro territorio – afferma il direttore artistico Roberto D’Agnese – che spesso, anche durante gli eventi, passano in secondo piano. Il nostro patrimonio storico non deve essere rappresentato da luoghi statici e silenziosi, ma da ambienti che vengono permeati dalla cultura. Ed è quello che vogliamo fare con l’evento di Prata Principato Ultra: portare la cultura in un luogo di cultura, facendolo rivivere conoscendone la storia e le origini anche attraverso attività di spettacolo, andando a rappresentare un esempio per tantissime realtà. Anche sul cast artistico abbiamo lavorato sulla suggestione, attraverso il teatro, la danza d’epoca e le trombe egiziane che faranno da cornice della manifestazione, e siglando una importante collaborazione con Eugenio Bennato, uno dei maggiori esponenti della musica popolare. Porteremo a Prata un cast importante dalla massima espressione del Salento con Officina Zoè fino alla tradizione campana, in un mix di talenti e gruppi di spessore che riporteranno vita nei luoghi della cultura”.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)