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La storia di Daniele, talento “sfornato” da Errico Porzio: dal carcere minorile a pizzaiolo di successo in Messico

di / 0 Commenti / 2299 Visite / 28 giugno, 2019

19894938_446358355734552_2203087443015512829_nLa storia di Daniele Gagliotta somiglia alla trama di un film.

Daniele viene da Nisida e non perché lì è nato e cresciuto. Come molti giovani figli di questa città, Daniele trascorre alcuni anni nel carcere minorile, nel tentativo di imparare da quegli errori commessi quando si è troppo piccoli per scegliere con cognizione di causa la strada da intraprendere e si è incapaci di distinguere “La brutta” e La buona” strada.

Il tempo trascorso nel carcere minorile di Nisida ha permesso a Daniele di maturare e soprattutto ha consentito alla sua indole di scugnizzo dal cuore buono di emergere e di conquistare le persone che con lui hanno condiviso quel pezzo di strada.

Durante una visita di Giorgio Napolitano, Daniele incontra alcuni famosi imprenditori della ristorazione. Impegnato nelle attività teatrali svolte in carcere, recita un monologo di Raffaele Viviani e quello spirito un po’ ribelle, quel fare sicuro, emozionano Geppi Marotta e Gennaro Buonomo, responsabili della nota catena di pizzerie “Fratelli La Bufala” tanto da chiedergli se volesse diventare pizzaiolo, all’unica condizione di comportarsi bene lavorando con impegno e sacrificio.

La vita gli stava dando una seconda chance, Daniele lo capisce immediatamente e la sfrutta nel migliore dei modi: se fosse riuscito a concretizzare quel tanto agognato desiderio di riscatto, in cambio avrebbe beneficiato dell’appoggio e dell’aiuto di un imprenditore della ristorazione affermato in tutto il mondo.

Così dopo qualche settimana, incredulo, Daniele riceve l’autorizzazione a partecipare ad un primo corso per pizzaioli avendo la possibilità di redimere le sue colpe, percorso spirituale già iniziato in carcere. E’ così che incontra Errico Porzio, maestro pizzaiolo dal cuore d’oro, che nel corso degli anni ha sottratto tantissimi ragazzi dalle grinfie della criminalità ed ha consentito a molti giovani aspiranti pizzaioli di “imparare l’arte” e trovare la loro consacrazione professionale, molto spesso andando a lavorare all’estero e perfino aprendo delle pizzerie, migliaia di chilometri lontano da Napoli. Proprio come è successo a Daniele.

Dopo un anno, Geppi Marotta gli propone di iniziare a lavorare in giro per i suoi locali per fare pratica, prima a Napoli, poi in tutta Italia. Daniele approda in tantissime città, lavora con tutti senza mai tirarsi indietro e accumula esperienza e passione per questo lavoro.

Il salto di qualità lo compie grazie ad un’ulteriore iniezione di fiducia da parte di quell’imprenditore illuminato che ha visto la scintilla in lui: arrivano le prime aperture sotto la responsabilità di Daniele in Italia e poi all’estero, dove in occasione della prima apertura sotto la sua balia, Daniele conosce la donna che è diventata sua moglie. Un tassello che completa la vita e la crescita di Daniele e che, oltre a tanto amore, nella sua vita porta anche una bellissima figlia.

Malta, Las Vegas, Valencia, Equador, Messico, Marocco, fino a Washington: Daniele gira il mondo, inaugura pizzerie, gestisce intere brigate, lavora sodo, fa corsi di pizza napoletana e gare, riesce a farsi apprezzare e gode della stima e dell’ammirazione delle persone che incontra. Si ritrova a fare la pizza accanto al dodici volte campione mondiale di pizza free style, Tony Giminiani, conoscendo un altro campione mondiale ovvero Andrea Cozzolino, occupato in Australia, unico vero amico di Daniele. Una gioia immensa, un’amicizia speciale, nata da un semplice sguardo che i due si sono lanciati durante una manifestazione in Messico, ed è proprio all’Expo svoltosi in questo stato che Daniele conosce Francesco Marra, un uomo che vedendo in lui un grande potenziale, gli offre la possibilità di lavorare negli Stati Uniti.

Per Daniele la pizza non è affatto un piatto semplice, in quanto ci sono degli aspetti che solo con lo studio e l’esperienza si possono comprendere appieno.

Daniele insegna che non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni perché i sogni aiutano a vivere meglio, e cosa fondamentale non si arriva al successo di corsa. Bisogna trovare il proprio passo, avere la tenacia e la pazienza di aspettare il momento giusto o l’incontro giusto, come è capitato a lui che di incontri fortunati ne ha avuti molti, come quello da cui tutto è partito, anni fa, in un carcere minorile, dove spesso la speranza viene messa da parte ma da dove si guarda il mare e dove si sogna di volare via per fare il pizzaiolo.

 

 

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