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Carabiniere di Somma Vesuviana ucciso a coltellate a Roma per sventare un furto

di / 0 Commenti / 76 Visite / 26 luglio, 2019

101120970-30400d6b-b3bf-4546-9416-651e26b66f0aRegnano sconcerto, incredulità e dolore a Somma Vesuviana, comune d’origine del carabiniere ucciso nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 luglio, mentre prestava servizio in borghese a Roma, nel quartiere Prati.

Mario Cerciello Rega, di 35 anni, è stato colpito da un giovane, bloccato per un controllo insieme a un complice: i due erano ritenuti responsabili di “un cavallo di ritorno”, ovvero, dopo aver compiuto il furto di un borsello, avrebbero preteso 100 euro per restituirlo.

Il carabiniere è stato colpito da 8 fendenti, di cui uno al cuore.  L’omicidio è avvenuto stanotte nella capitale, nei pressi di piazza Cavour. Mario Rega Cerciello era in servizio con un collega in via Pietro Cossa. Intorno alle 3, un equipaggio della stazione di piazza Farnese è intervenuto per un presunto “cavallo di ritorno” di una borsa, rubata poco prima da due soggetti. Bloccati dai militari, uno dei due ha estratto un coltello con il quale ha pugnalato il carabiniere. Uno degli otto fendenti ha colpito il cuore. Trasportato d’urgenza al Santo Spirito, Cerciello è morto intorno alle 4, dopo un tentativo di rianimazione.

Secondo quanto riferito dagli stessi carabinieri in un post su Facebook, il vicebrigadiere durante un servizio con alcuni colleghi ha fermato due uomini considerati responsabili di furto e estorsione. I due pretendevano 100 euro in cambio della restituzione del borsello rubato (in gergo si chiama “cavallo di ritorno”). Uno di loro avrebbe poi estratto il coltello ferendolo più volte. Poi entrambi sono scappati. Trasportato d’urgenza in ospedale è poi deceduto. Rega si era sposato poco più di un mese fa ed era tornato dal viaggio di nozze lo scorso lunedì, per festeggiare nella Capitale il suo compleanno.

Un ragazzo d’oro che non si è mai risparmiato nel lavoro: viene descritto così dai suoi superiori Mario che prestava anche servizio come volontario per l’ordine dei Cavalieri di Malta, dove faceva il barelliere e accompagnava i malati a Lourdes e a Loreto. Tutti i martedì andava alla stazione Termini per dar da mangiare ai bisognosi.

Originario di Somma Vesuviana, Mario Cerciello aveva frequentato la scuola superiore al Manlio Rossi Doria di Marigliano. Aveva da poco ripreso a lavorare, dopo il viaggio di nozze in Madagascar. Era un grande tifoso del Napoli: su Facebook aveva postato recentemente una foto della maglia di Insigne. Quattro anni fa aveva ricevuto anche un encomio per aver accompagnato una bambina in difficoltà all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

“Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri: il vice brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato. In gergo si chiama ‘cavallo di ritorno – si legge in un post sul profilo Facebook dei carabinieri. – Ma quei numeri non sono freddi. Sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito. Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila carabinieri. Il più vivo cordoglio ai suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio”.

 

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