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Domenica 15 settembre: “Riccardo III” di William Shakespeare al Museo del sottosuolo di Napoli

di / 0 Commenti / 55 Visite / 2 settembre, 2019

69513442_2426256930730751_7233614392716165120_nIl 15 Settembre il Demiurgo e Il Museo del Sottosuolo rinnoveranno il proprio sodalizio portando in scena la tragedia Riccardo III di William Shakespeare. Il Demiurgo tornerà a cimentarsi con le riletture Shakesperiane dopo i successi degli anni passati di Romeo e Giulietta e de Il Mercante di Venezia portando in scena uno dei testi più noti e più affascinanti tra quelli creati dal “bardo immortale”. La riduzione è curata da Francescoantonio Nappi, mentre la regia sarà condivisa tra lo stesso Nappi e Andrea Cioffi. Lo spettacolo vedrà un Riccardo “di carne”, interpretato da Franco Nappi, muoversi tra i suoi incubi. Il resto del cast, infatti, sarà composto da attori con sembianze di spettro, a far da contraltare all’unico personaggio “vivo” della narrazione. A dar corpo a quegli spettri ci saranno Sara Guardascione (lady Anna e la regina Elisabetta), Alessandro Balletta (Clarence e Stanley), Andrea Cioffi (Re Edoardo, lord Hastings, la Duchessa Cecilia e Richmond) e Gabriele Formato (Brankenbury e Buckingham). In una narrazione ciclica che parte e si chiude con l’incubo di Riccardo vedremo quindi l’escalation di violenza e lucida follia del più giovane dei figli di York, fino al suo epilogo cruento. Lo spettacolo ha una chiave estetica atemporale, onirica, estremamente emozionali e a tratti brillante, e si sposa perfettamente con una location versatile e suggestiva come Il Museo del sottosuolo.
Lo spettacolo è già stato portato in scena il 18 di Agosto a Villa Lysis, Capri, registrando sold out a entrambe le repliche.

 Il museo del Sottosuolo di Napoli è un luogo altamente suggestivo dove si condensano anni e anni di storia. Napoli è la città partorita dalle sue stesse viscere: si cominciò a scavare in epoca greca estraendo il tufo con il quale la città fu cinta di mastodontiche mura, i Greci costruirono nel sottosuolo L’Acquedotto della Bolla e lasciarono ipogei con affreschi di mirabile bellezza. I Romani ampliarono le mura, scavarono nella collina di Posillipo due viadotti e con l’Acquedotto Augusteo portarono a Napoli le acque del Serino. I primi Cristiani scavarono le Catacombe con affreschi e mosaici. In epoca di conflitti bellici la cavità a 25 metri sottoterra di Piazza Cavour 140 rappresentò un rifugio per i napoletani in fuga dall’inferno delle bombe che minacciavano la superficie. Il sottosuolo napoletano, divenendo un vero e proprio rifugio antiaereo,  ha ospitato per anni migliaia e migliaia di persone che si sono amate, odiate, sposate, che hanno condiviso passioni politiche, idee e addirittura nascite e morti. Lo spesso tufo di cui sono formate le antiche cisterne, durante la seconda Guerra Mondiale, salvò migliaia di vite umane.

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