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Ponticelli, spaccio di droga modello “C’è Posta per te” in via Franciosa: ecco come i pusher eludono i controlli

di / 0 Commenti / 19120 Visite / 21 gennaio, 2020

annotazione-2020-01-21-174330 Lo spaccio di stupefacenti si conferma il business d’oro della malavita ponticellese. Nel quartiere della periferia est di Napoli che si estende per circa 9 chilometri e che registra la presenza di circa 70mila abitanti, si contano oltre 300 piazze di droga.
Numeri allarmanti che ben spiegano quanto sia dilagante l’attività di spaccio non solo tra i rioni di edilizia popolare, ma anche nei luoghi di ritrovo abituali dei giovani, come i parchi pubblici.
Le forze dell’ordine operanti sul territorio sono perennemente impegnate in attività di prevenzione e contrasto delle attività di spaccio e per questa ragione pusher e figure di spicco a capo dei traffici illeciti hanno imparato ad acquisire tecniche ed escamotage utili ad eludere i controlli e depistare le indagini degli inquirenti.
Dalla droga nascosta nei cavi della corrente elettrica o sotto le lastre di marmo delle scale ed altri ingegnosi nascondigli che abbiamo documentato nel raccontare una delle piazze di droga più prolifere della periferia orientale napoletana, quella dell’Isolato 2 del Rione De Gasperi, allo spaccio in modalità “consegna a domicilio” con giovani pusher che in sella ad agili scooter consegnano la droga ai clienti che la ordinano con un sms in codice inviato sui cosiddetti “telefoni usa e getta”, le tattiche adoperate per eludere il lavoro delle forze dell’ordine sono davvero molteplici.
Di recente, contestualmente alla scarcerazione a sorpresa dei Casella, in via Franciosa si registra una nuova tecnica di spaccio.   
A pochi metri dal centro storico del quartiere e dal “Parco De Simone”, alcuni palazzi di edilizia popolare di via Franciosa presentano un particolare dettaglio: nonostante gli edifici siano abitati da 10 famiglie, di recente si registra la presenza di 11 cassette della posta. La presenza della “cassetta intrusa” è facilmente rilevabile, in quanto palesemente diversa dalle altre 10. 
A chi o a cosa serve quella cassetta della posta?
La “cassetta estranea” altro non è che il punto di raccolta della droga ordinata dai clienti che i pusher depositano lì poco prima del ritiro. Una volta giunto sul posto, il cliente non deve fare altro che entrare nell’edificio, aprire la cassetta, estrarre la droga ordinata e depositare i soldi all’interno della stessa cassetta. Un modus operandi che merita l’etichetta di “spaccio in stile c’è posta per te”.
I pusher non abitano nei palazzi adibiti a punto di raccolta della droga e quindi per entrare negli edifici, proprio come fanno i clienti, citofonano ai condomini millantando scuse per farsi aprire il cancello. Un ostacolo facile da raggirare, poichè in molti edifici i citofoni sono guasti, quindi molti condomini, in buona fede, tendono sempre ad aprire il cancello quando ricevono una citofonata. Talvolta, i pusher più scaltri, attendono qualche istante prima di fare il loro ingresso nei palazzi dopo che gli è stato aperto il cancello, per non attirare l’attenzione e la curiosità dei condomini che ingenuamente gli hanno aperto e che potrebbero affacciarsi per scoprire chi sta entrando. La stessa tecnica viene utilizzata dai clienti che dopo aver citofonato molto spesso si rifugiano in un imbarazzato: “scusate, ho sbagliato” o cercano di velocizzare la pratica per allontanare ogni sospetto e dileguarsi il prima possibile.
Le forze dell’ordine invitano chiunque noti qualcosa di simile a contattare polizia o carabinieri per segnalare l’anomalia.

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