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Gli operai della Whirlpool di via Argine in presidio al Mise. Invitalia conferma l’addio

di / 0 Commenti / 24 Visite / 29 gennaio, 2020

whirlpool-678x381 Gli operai dello stabilimento della Whirlpool di Ponticelli continuano la loro battaglia da mesi, nonostante i proprietari abbiano confermato di voler abbandonare il sito di Napoli ed Invitalia è già alla ricerca per conto del governo di un nuovo soggetto che subentri alla multinazionale americana.

E’ quanto trapela dal tavolo in corso al ministero dello Sviluppo economico, presieduto dal ministro Stefano Patuanelli. L’obiettivo è quello di arrivare alla selezione finale di un possibile investitore a luglio 2020.

E  Invitalia, sotto il mandato del Mise, è alla ricerca di soluzioni industriali che “consentano di salvaguardare la ripresa dell’attività produttiva allo stabilimento Whirlpool di Napoli e l’impiego delle professionalità disponibili”. E’ quanto è emerso all’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra azienda, sindacati e il ministro Stefano Patuanelli. L’obiettivo è quello di arrivare alla selezione finale di un possibile investitore a luglio 2020. Lo stabilimento di Napoli perde 20 milioni di euro l’anno ha detto l’amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, al ministero dello Sviluppo economico.

Le condizioni poste sono: presentazione di un piano industriale “credibile” che prospetti cioè una ripresa delle attività produttive e solidità della compagine societaria, capacità finanziaria e competenze del management.
Partendo a febbraio con la sigla di un’intesa (Nda) con Whirlpool, l’avvio di predisposizione di una data room e di un preliminary investment memorandum; quindi la definizione di una lista di potenziali target, la successiva verifica e ricezione di manifestazioni di interesse preliminare non vincolante, successivamente lo svolgimento della due diligence e la ricezione di proposte “vincolanti”. Tutto ciò per arrivare alla selezione finale a luglio 2020.

Sono all’incirca 300 gli operai dello stabilimento di via Argine che sono giunti a Roma e sono in presidio all’esterno della sede del ministero per lo Sviluppo economico per rivendicare il diritto al lavoro, come fanno incessantemente dall’estate scorsa.

 

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