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15enne ucciso a Napoli: la ricostruzione del carabiniere, le accuse del padre

di / 0 Commenti / 37101 Visite / 1 marzo, 2020

whatsapp-image-2020-03-01-at-11-07-04-e1583059613347 Un sabato sera da far west a Napoli, dove un 15enne ha perso la vita nel tentativo di rubare l’orologio a un carabiniere fuori servizio, in via Generale Giordano Orsini, a pochi passi dal lungomare Caracciolo.

Il carabiniere , 23enne in servizio a Bologna, è stato ascoltato dal magistrato di turno al quale ha fornito la sua ricostruzione dell’accaduto.

Il 23enne ha raccontato che mentre era in auto con la fidanzata è stato affiancato da un uno scooter con a bordo due persone. Uno dei due avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe puntata alla tempia del militare che era in borghese e si era qualificato. Il minorenne avrebbe comunque provato a rapinargli l’orologio. A quel punto, preoccupato anche per la presenza della sua fidanzata, il carabiniere avrebbe deciso di sparare per primo.

Ugo Russo, il 15enne raggiunto da due colpi di pistola al torace e alla nuca, è morto poco dopo il ricovero all’ospedale Vecchio Pellegrini. E’ stato il 23enne ad allertare tempestivamente i soccorsi, telefonando al 118 per segnalare la presenza di un ferito grave.

I genitori del 15enne, invece, puntano il dito contro il carabiniere. Il padre di Ugo Russo, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, ha riferito di aver appreso quanto accaduto poco dopo essere rincasato, era uscito con la moglie a mangiare un panino.

L’uomo sostiene che il figlio sia stato “giustiziato” dal carabiniere che secondo quanto dichiarato dal padre del 15enne, avrebbe sparato prima al torace e poi alla nuca, mentre il giovane era di spalle.

Ugo Russo era il secondo di 4 figli, di 17,11 e 5 anni. La famiglia, assistita dall’avvocato Antonio Mormile, sta chiedendo di visionare le telecamere della zona di via Generale Orsini. Ugo viene descritto come un ragazzo dolce.

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